Il re delle notti di Romagna, il Cavaliere e il critico d’arte. Ecco lo strano trio al lavoro sul nuovo simbolo del partito che il premier Silvio Berlusconi sta pensando per rilanciare la sua immagine. Insomma, non sarà Forza Gnocca, ma poco ci manca.

Il simbolo della nuova Cosa berlusconiana potrebbe essere quello di Siamo Italia, ideato dal pr forlivese Sauro Moretti. La conferma arriva dallo stesso Vittorio Sgarbi che al fattoquotidiano.it conferma: “L’imprenditore Moretti è stato con me a pranzo dal premier a Roma, a Palazzo Grazioli (martedì 26 aprile, ndr). Moretti è una persona storicamente di sinistra, ma il dialogo con Berlusconi è stato caratterizzato davvero da un compiacimento e da una ammirazione reciproca”.

Tutto sarebbe partito dall’incontro di aprile con Silvio Berlusconi, a palazzo Grazioli. “Berlusconi era una persona che io ho sempre detestato”, spiega Moretti che poi però sembra essere stato folgorato sulla via di Palazzo Grazioli. “Mi ha accolto e mi è piaciuto. Gli ho detto che non avrei mai votato per lui”. E le donne? “Sarò stato sfortunato, ma in quell’incontro zero gnocca. Non sono state le donne a farmi incontrare col presidente”.

Intanto però sembra che l’interesse per quel simbolo sia reale tanto che Sgarbi si spinge a prospettare nuovi sviluppi: “ A breve, conto di organizzare un nuovo incontro con il premier e Moretti per proseguire, eventualmente, il discorso sul progetto in questione”.

Ma chi è Sauro Moretti? “Ho 48 anni, sono sposato con due bimbi, lavoravo come assistente sanitario con i tossicodipendenti, ma mi sono sempre occupato di serate in discoteca e sono cresciuto in un mondo di relazioni”. In Romagna Moretti si considera un “personaggino” locale, gestore di una discoteca di grido nella zona, il Controtempo, e Villa Prati, un ristorante della zona, locali frequentati da attrici e attricette. Non un Lele Mora in salsa romagnola? “Assolutamente no”, dice lui, anche se si considera amico di tutti, da Fabrizio Corona allo stesso Lele Mora. Il curriculum politico di Moretti parte in realtà dall’altra parte della barricata. “Ho fatto due legislature come consigliere comunale a Forlì per il Pds-Ds. Ma ho fato delle cose a Botteghe Oscure e ho lavorato a Piazza Sant’Apostoli quando vinse le elezioni Prodi – spiega Moretti, che poi conclude – per il mio partito mi sono fatto un mazzo così, ma più ti davi da fare più ti scartavano”.

Ora il riscatto nella carriera politica potrebbe arrivare proprio dal politico prima combattuto. “Non so ancora se lo venderò a lui , anche se ammetto che quando ho pensato al nome e simbolo l’ho disegnato pensando all’implosione del Pdl”. Il marchio è già stato registrato in sei categorie merceologiche (partito, associazione culturale, giornale, bandiera, abbigliamento) e si può trovare sul sito www.siamoitalia.it, un sito ancora vuoto, come il simbolo del resto. Moretti non si sbilancia neppure sul prezzo che farà al Cavaliere: “Non è una questione di soldi. Dipende qual è l’approccio. Io posso anche deciderlo di non darlo”, racconta il pr più famoso di Romagna, che poi lascia aperte le strade anche ad altri possibili acquirenti “Chiunque lo prenda per me va bene: Montezemolo, Casini, ma anche Vendola e Bersani se lo vogliono”, anche se poi ammette che piace e calza benissimo per Berlusconi. Pare che la più interessata sia Marina, la figlia del premier.

Il nuovo simbolo del centrodestra potrebbe dar luogo a un revival di sigle illustri. Se “Siamo Italia” diventasse partito ecco che la sigla sarebbe Psi, se fosse movimento, Msi, per la gioia degli ex missini e degli ex socialisti dentro il Pdl. A proposito di socialisti, pare che Maurizio Sacconi abbia apprezzato il nuovo marchio di Moretti, esattamente così come il segretario del Pdl Angelino Alfano.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

B.COME BASTA!

di Marco Travaglio 14€ Acquista
Articolo Precedente

Ferrara, prima sperimentazione al mondo
per curare la sclerosi multipla

next
Articolo Successivo

Avanti Popolo, i 70 anni del Pci. Casini: “Vincevano gli ideali, non le poltrone”(gallery)

next