Decine di migliaia di persone si sono radunate a Damasco nella centrale piazza Abbasiin (degli Abbasidi) provenienti da diversi cortei partiti da vari sobborghi nord della capitale.

Secondo alcune fonti, tra le 15.000 e le 20.000 persone starebbero tentando di dare vita a un sit-in permanente nella piazza, che si trova nella parte nord-orientale del centro moderno di Damasco e dove sorge anche l’omonimo stadio.

I testimoni affermano inoltre che veicoli delle forze di sicurezza stanno trasportando verso la piazza degli Abbasidi numerosi agenti in tenuta antisommossa per disperdere la folla. Al rigido schieramento di polizia si starebbero unendo anche di agenti dei Servizi di sicurezza militari, provenienti dalla caserma di Kfar Suse, e della Sicurezza dello Stato dalla caserma di Via Baghdad.

La tv di Stato siriana ha confermato la presenza di manifestanti nei pressi di piazza degli Abbasidi e il tentativo delle forze di sicurezza di disperdere il raduno. Con una scritta in sovrimpressione “importante”, l’emittente afferma che “è avvenuto un contatto tra manifestanti provenienti da Jawbar  e forze di sicurezza”. Gli agenti, riferiscono testimoni, hanno sparato lacrimogeni verso i dimostranti.

I cortei diretti a piazza degli Abbasidi sono partiti oggi dopo la preghiera del venerdì dai sobborghi settentrionali di Arbin, Duma e Zamalka e si sono uniti a quelli del quartiere periferico di Jawbar, nei pressi della piazza.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cameron, gli immigrati e la pensionata di Rochdale

prev
Articolo Successivo

Attentato in Afghanistan, morti cinque soldati delle forze Isaf e quattro afghani

next