Il Rosatellum nasce dallo stesso inciucio delle due leggi elettorali precedenti, Porcellum e Italicum: l’accordo Renzi-Berlusconi per nominare gli eletti dei rispettivi partiti, più ancora che per governare. Entrambi sarebbero persino disposti a perdere le elezioni, pur di continuare a controllare Pd e Forza Italia. E anche se perdessero le elezioni – se cioè dalle urne uscisse il M5S come primo partito – avrebbero conseguito entrambi gli obiettivi. La prossima legislatura, infatti, ruoterà comunque attorno a una Grosse Koalition all’amatriciana, forse presieduta ancora da Paolo Gentiloni. Per questo il Rosatellum deve passare comunque, anche a colpi di fiducia.

Chi come il sottoscritto ha firmato i ricorsi contro Porcellum e Italicum, dunque, combatterà anche il Rosatellum. Ma non fatemi dire due cose che non penso: 1) che la nuova legge elettorale è incostituzionale; 2) che è un complotto contro i Cinquestelle.

Quanto alla 1), ha ragione Michele Ainis: il Rosatellum è immorale, ma non incostituzionale. Infatti, rispetta a suo modo la condizione posta dalla Corte costituzionale: che gli eletti siano scelti dagli elettori. A suo modo: per la parte maggioritaria, gli eletti saranno scelti fra candidati indicati da Renzusconi; per quella proporzionale, su liste “corte” dettate dallo stesso mostro. E poi ce la vedete, la Corte, a bocciare la terza legge elettorale di fila?

Quanto alla 2), il Rosatellum non è un complotto contro i Cinquestelle. Si limita a togliere i premi di maggioranza di Italicum e sistema “tedesco”, sistemi che peraltro il M5S ha rifiutato di sostenere benché fossero gli unici che avrebbero potuto portarlo al governo da solo. Il massimo che il Movimento potrà ottenere, così, sarà essere il primo partito, ricevere l’incarico di formare il governo, far sfilare per qualche settimana i propri ministri virtuali sotto i riflettori, e infine prendere atto di non avere nessuna possibile maggioranza in Parlamento. Sinché non sarà rimosso il tabù delle alleanze, in effetti, sarà questo il suo ruolo: l’opposizione di sua maestà Renzusconi.