Stop ai conflitti di interessi tra la Rai e gli agenti che gestiscono le carriere di artisti e conduttori tv. L’ha deciso oggi la commissione Vigilanza, dando vita, secondo il presidente Roberto Fico (M5S), a “una nuova epoca”. La risoluzione, che porta il nome del deputato dem Michele Anzaldi, è stata approvata all’unanimità, nonostante alcuni commissari del Partito Democratico avessero chiesto al relatore di apportare alcune modifiche al testo. Per questo lo stesso Fico aveva accusato il governo di voler sabotare l’approvazione del documento. Al momento del voto, però, il Pd si è mostrato compatto.

Per porre fine allo “strapotere degli agenti delle star” – così l’aveva definito Fico – la Rai non potrà più affidare la produzione di programmi a società controllate o collegate a manager che rappresentano artisti presenti negli stessi programmi. Il divieto vale anche nel caso in cui la società di produzione faccia capo allo stesso artista. Altra novità è che non si potranno più contrattualizzare nello stesso programma più di tre artisti rappresentati dallo stesso agente. Viale Mazzini, inoltre, non potrà co-produrre film con società di cui siano titolari agenti che rappresentino artisti al lavoro nella tv pubblica.

La Rai dovrà anche stabilire dei criteri per accertare l’originalità dei format e per impedire che format esterni vengano utilizzati per aumentare ingiustamente i compensi di artisti, conduttori e giornalisti. Le parcelle dei manager, invece, saranno rese note sul sito della Rai. Infine, l’azienda presieduta da Monica Maggioni dovrà riservare una quota di investimenti alle produzioni cinematografiche indipendenti e dedicare maggiore attenzione ai giovani autori attraverso una “apposita struttura aziendale”.

Nei giorni scorsi Fico aveva denunciato un tentativo di sabotaggio del testo da parte del governo. Il presidente della Vigilanza aveva detto che la commissione era “sotto assedio” e che Roma stava tentando di metterle i bastoni tra le ruote. “Il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli è intervenuto per dire alla commissione di non preoccuparsi perché questa materia deve essere regolata dalla legge. Guarda caso lo dice proprio adesso, dopo che per cinque anni non ha mai presentato uno straccio di norma al riguardo”, aveva dichiarato Fico, senza risparmiare critiche nemmeno a Viale Mazzini: “Per correttezza istituzionale avevamo chiesto alla Rai un parere sulla bozza di risoluzione. Anziché delle osservazioni, però, ci hanno inviato un vero e proprio testo alternativo, cosa che considero un’ingerenza senza precedenti e che rispedisco al mittente – aveva aggiunto Fico – Oltretutto le modifiche proposte dalla Rai servirebbero palesemente a rendere la risoluzione inefficace, perpetuando un blocco di potere che da anni influenza palinsesti e produzioni della tv pubblica”.

Ora le polemiche hanno lasciato spazio alla soddisfazione per l’approvazione del testo. “È una delle questioni fondamentali che come presidente della Vigilanza Rai ho posto fin dal primo giorno e su cui la Commissione ha lavorato in questi anni”, ha scritto su Facebook Fico. Il presidente della Vigilanza si è guadagnato anche i complimenti del candidato premier per il M5S Luigi Di Maio – “Traguardo storico, avanti così!” – che arrivano a pochi giorni dall’assenza dello stesso Fico dal palco di Italia a 5 stelle.

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