Noemi Durini non è morta con un colpo di pietra alla testa, come si era ipotizzato subito dopo il ritrovamento del cadavere. La Tac ha messo un primo punto fermo nella dinamica dell’omicidio della 16enne di Specchia, in provincia di Lecce, scomparsa il 3 settembre e uccisa poche ore dopo – per sua stessa ammissione – dal suo fidanzato. Il papà della ragazza però non crede alla confessione del 17enne e fornisce la sua versione: “Sta nascondendo suo padre, lo protegge”. E anche la ex moglie, mamma di Noemi, attacca: “Sono tutti complici”. È l’ennesimo atto di quella ‘guerra’ che le due famiglie combattevano già prima del tragico epilogo della relazione tra i due ragazzini. Cattivi rapporti che nelle scorse ore hanno portato la mamma di lui a dire in diretta tv che “meglio un morto, che tre”, riferendosi al supposto piano di Noemi per assassinare i genitori del suo fidanzato. Le tensioni erano sfociate negli scorsi mesi in denunce e contro-denunce a carico dei due ragazzi, senza però che ci fosse il tempo per i servizi sociali e il Tribunale dei Minori di arginare le presunte violenze del ragazzo nei confronti di Noemi. Sulla questione è intervenuto il ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha parlato di possibili “abnormità nella condotta dei magistrati”, dopo che giovedì aveva inviato gli ispettori per accertamenti preliminari.

Il primo esame radiologico: “Non ci sono fratture” – Per il momento una cosa è certa: Noemi non è morta per un colpo di pietra alla testa. Questo è il risultato del primo esame radiologico effettuata dal medico legale Roberto Vaglio sul corpo della ragazza. Non sono infatti emersi segni di fratture scheletriche, tanto meno al cranio. Le analisi escludono così che la giovane sia stata lapidata nell’uliveto di Castrignano del capo. Secondo la versione fornita dal 17enne, che aspetta l’interrogatorio di convalida del fermo in programma per domattina, Noemi è stata assassinata con un coltello che aveva portato con sé il giorno in cui uscì di casa a notte fonda per incontrarsi con lui. Il piano, secondo la versione del giovane, sarebbe stato quello quello di sterminare la famiglia di lui che ostacolava il loro rapporto.

Le accuse dei genitori: “Sta proteggendo il padre” – Accuse che il padre di Noemi respinge, contrattaccando in un lungo sfogo con i giornalisti proprio davanti la casa di Alessano dove abitano i genitori del presunto omicida. A suo avviso, il ragazzo “sta nascondendo suo padre, lo protegge, ma quello non si salverà, ha fatto tutto lui”.  Noemi, ha detto Umberto Durini, “era la ragazza più brava del mondo. Non era perfetta, ma era brava e onesta”. Secondo l’uomo il nodo sta nel ruolo dei genitori del fidanzato, in particolare del padre: “Me l’ha uccisa, vieni fuori bastardo”, ha urlato più volte cercando di arrivare alla casa, sostenendo che l’uomo odiasse sua figlia. Una versione che non ha trovato nessun riscontro investigativo e che testimonia la difficile situazione in cui vivevano i due giovani, al centro di reciproche accuse e denunce da parte delle rispettive famiglie. Anche la madre di Noemi rivolge pesanti accuse al papà del ragazzo reo confesso: “Mia figlia è nata in una famiglia sana, perfetta: ecco perché è morta. Mia figlia, grazie a lui che non la poteva vedere, perché suo figlio doveva diventare il secondo delinquente come lei. Mi assumo tutte le mie responsabilità. La devono pagare tutti in questa famiglia. Sono tutti complici”, dice Imma Durini in una intervista a Quarto grado che andrà in onda alle 21.15. La madre della 16enne ha parlato anche delle sue denunce e del mancato intervento dei servizi sociali: “Dal 19 luglio mi avevano promesso che sarebbero intervenuti per aiutarmi e fare un piano rieducativo per mia figlia… e invece non è successo. Perché – spiega la donna – vedendo la situazione con mia figlia che mi stava un po’ sfuggendo, ho chiesto aiuto. Non perché mia figlia dovesse essere rinchiusa, ma perché mia figlia doveva essere aiutata insieme alla mamma”.

Orlando: “Possibili abnormità” –  All’indomani dell’avvio di accertamenti preliminari sulla procura per i minorenni di Lecce proprio riguardo alle denunce presentate dalla madre della 16enne, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato la decisione di inviare gli ispettori: “Abbiamo ritenuto opportuno intervenire perché a una prima valutazione sono emerse delle condotte nelle attività dei magistrati che possono far supporre delle abnormità”. Sulla questione, giovedì, la tv locale Telerama ha raccolto la versione dei sindaci dei paesi di origine dei giovani, Alessano e Specchia. “A fine agosto – ha detto la prima cittadina di Alessano, Francesca Torsello – i magistrati ci hanno chiesto una relazione sociale sul 17enne, dandoci 90 giorni di tempo per predisporla”. Cosa che l’amministrazione stava facendo. Mentre il Comune di Specchia aveva previsto per Noemi l’affidamento ai servizi sociali: “Il Tribunale dei minori – spiega il primo cittadino, Rocco Pagliara alla tv locale – su denuncia della madre di lei, presentata a luglio, ci ha chiesto una relazione sociale. In questi giorni, subito dopo la scomparsa, ci è arrivato un decreto per l’affidamento ai servizi sociali fino a ottobre, provvedimento che avrebbe dovuto poi essere riesaminato”.

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