Ho fatto fatica a crederci, poi ho deciso: tutto questo va denunciato”. La parente di un paziente dell’ospedale Cardarelli di Napoli ha raccontato in un post su Facebook di aver visto la salma di un paziente “abbandonata” per ore nell’anticamera del bagno usato dai ricoverati e dai loro parenti. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, è morto dopo essere arrivato in codice rosso dal Pronto Soccorso. Secondo la testimone che ha riferito il fatto, dopo alcune ore, poi, la salma è stata trasferita altrove. Diversa la versione dell’ospedale, secondo cui il cadavere è stato trasportato dal reparto all’interno della medicheria, come spesso accade prima del trasferimento all’obitorio, e che la donna non era autorizzata ad entrare all’interno della stanza dove si trovava la barella. Inoltre, hanno precisato dal Cardarelli, il cadavere sarebbe rimasto nella medicheria solo pochi minuti.

“Non riusciamo a comprendere la descrizione che è stata fatta”, ha dichiarato a Rainews24 Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ospedale. “Il paziente è stato portato in obitorio alle 10.50. Siamo veramente esterrefatti. Non è vero che dalle 8 del mattino e per tre ore il cadavere è rimasto stand-by in uno dei servizi igienici. Noi sicuramente apriamo un’inchiesta interna. Ho già avuto la cartella clinica. Siamo molto attenti”. A detta di Verdoliva, si tratta di “una notizia infondata. Ci sono le condizioni, anzi, per un’interruzione di servizio. Probabilmente le persone non avevano l’orologio puntato all’ora giusta o hanno fatto un racconto, diciamo così, con un po’ di colore. Siamo molto dispiaciuti di questo attacco. Da quello che mi hanno raccontato, non è affatto vero”.

Poco dopo arriva anche la conferma dei Nas sulla versione data dal dg dell’ospedale Cardarelli. I carabinieri hanno verificato quanto detto dalla direzione dell’istituto sanitario che “per permettere la composizione della salma ed evitare che restasse nell’area di degenza, come del resto da prassi, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto”. Confermando anche che “l’area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale” come dichiarato da Verdoliva. Secondo la ricostruzione la salma è stata prelevata alle ore 10.50 e trasportata all’obitorio.

Da alcuni giorni il servizio sanitario di Napoli è al centro delle polemiche dopo che il 23enne Antonio Scafuri è morto dopo quattro ore di attesa in codice rosso all’ospedale di Loreto Mare. Il 29 agosto scorso, il direttore sanitario facente funzioni Rosario Lanzetta è stato rimosso. Al suo posto è stato nominato Giuseppe RussoPer il momento sono sei i medici indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla magistratura per fare luce sulla morte del ragazzo. “Se saranno accertate responsabilità penali o disciplinari – ha aggiunto Forlenza – non esiterò a prendere provvedimenti contro i responsabili”. Il direttore generale della Asl Napoli 1 ha anche reso noto di aver chiesto, attraverso il legale della famiglia Scafuri, di poter avere un incontro “privato” con il padre del giovane, che aveva denunciato la cattiva gestione delle ambulanze, “per porgere le condoglianze”.