Barcellona rappresenta per i “neonazisti” dell’Isis tutto quello che loro odiano. Da sempre la capitale della Catalogna è anche la capitale dell’accoglienza, dei diritti, dell’inclusione, della diversità, della resistenza ai fascismi e agli integralismi di qualsiasi natura e colore. Barcellona è “fisicamente” aperta all’accoglienza, alla ospitalità, alla fusione degli stili e delle civiltà.
La sua voglia di autonomia e di identità non ha nulla a che spartire con i leghismi padani o con le pulsioni delle destre trumpiste. Non casualmente, alle ultime elezioni amministrative, le cittadine e i cittadini hanno eletto come “alcade”, sindaco, Ada Colau, una indipendente appoggiata da Podemos, Sinistre unite, Verdi, Iniziativa per la Catalogna, nulla di più lontano dai Le Pen che si aggirano per l’Europa.

“Siamo una città di pace e di accoglienza, non arretreremo e restiamo orgogliosi delle nostre diversità” queste le prime parole di Ada Colau, subito dopo l’attentato. Sono queste le scelte politiche giuste di fronte a un terrorismo che ha nel mirino proprio la democrazia, le società aperte, l’inclusione sociale, la costruzione di un ponte tra quanti, credenti o non credenti, cristiani o musulmani, non vogliono diventare i sudditi schiavi del “Califfato”.

I terroristi vogliono eliminare le diversità e le differenze, sperano che in Europa prevalga chi auspica lo stato di polizia, chi alimenta i pozzi dell’odio, chi sogna la guerra permanente, gli uni hanno bisogno degli altri, tanto le guerre e le vittime saranno sempre nelle famiglie degli altri….
A Barcellona, tuttavia, troveranno pane per i loro denti, chi ha resistito al franchismo, farà lo stesso con i “neonazisti” dell’Isis.

La Rambla tornerà ad ospitare i cittadini del mondo di ogni fede e colore.

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