Non gli scatterà la pensione dell’Inps perché con l’elezione a Montecitorio non ha più pagato i contributi. E adesso con la nuova legge che ricalcola i vitalizi in discussione proprio alla Camera sostiene di perdere anche l’assegno da parlamentare. Per questo motivo lancia il suo attacco alla nuova norma che abolisce il privilegio previsto per gli onorevoli: “Ho solo fatto male a fare politica e a non rubare“. È un post polemico quello pubblicato su facebook da Enzo Raisi, per tre legislatura deputato di Alleanza Nazionale, del Pdl e – alla fine – di Futuro e Libertà. Uno status in cui il politico emiliano riassume la sua situazione pensionistica.

“Dunque ho pagato per quasi 20 anni l’Inps poi ho smesso perché sono diventato parlamentare e avendo il vitalizio non volevo giustamente accumulare pensioni. Ovviamente 20 anni di contributi buttati via perché non cumulabili con il vitalizio, essendo due gestioni diverse. Ho pagato per 15 anni i contributi per il vitalizio, solo per i due anni e mezzo della legislatura Prodi che è durata 2 anni e mezzo ho sborsato oltre 50 mila euro per i due anni e mezzo mancanti. Ironia della sorte ora, se passa la nuova legge voluta dai nuovi populisti Pd, leggasi sig Richetti, e i grillini che fanno a gara per attribuirsi questa legge, non avrò né la pensione Inps né il vitalizio”, racconta Raisi sul social network.

“Ho detto – aggiunge l’ex finiano – che rinuncio al vitalizio e a tutti i diritti però che almeno mi ridessero indietro i soldi versati e mi rispondono che è impossibile, non li hanno. Se aggiungo che ho fatto 25 anni il consigliere comunale e l’assessore per i quali giustamente non è previsto alcuna pensione ho fatto bingo”. Quindi il polemico attacco: “Ringrazio il mio Paese ho solo fatto male a fare politica e a non rubare: questa la sintesi. Grazie di cuore Italia vi meritate solo i ladri: questo è quello che meritate”.