di Massimo Arcangeli *

Cominciamo coi ringraziamenti per i messaggi di solidarietà arrivati da tante persone per la brutta storia di discriminazione ai danni dei due ragazzi omosessuali incappati in una struttura paralberghiera calabrese poco “ricettiva”, la casa vacanze Ciufo di Ricadi (Vibo Valentia). Grazie alla sindaca dello stesso Comune di Ricadi, Giulia Russo, per essersi dissociata dal comportamento dei titolari della struttura, marito e moglie (nessuno dei due, in ogni caso, residente a Ricadi), ed essersi adoperata per future iniziative del Comune a evitare che vicende analoghe possano ripetersi; grazie alla giornalista Alessia Bausone, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio, chiamando anche uno dei due coniugi proprietari della casa vacanze, il marito, e ottenendone il medesimo diniego a ospitare, stavolta, una coppia di lesbiche per motivi “religiosi”; grazie a Fabrizio Giuliano, direttore dell’hotel La Bussola, che ha preso a sua volta le distanze e si è dichiarato disposto a ospitare i due giovani gratuitamente per il loro soggiorno e col quale sono già d’accordo nel realizzare insieme un grande evento a Capo Vaticano/Tropea per dire no a ogni forma di discriminazione; grazie a Massimo Mastruzzo, calabrese di Vibo Valentia, che si sta adoperando anche lui per poter ospitare i due giovani, e a Nuccio Ragusa, che si è detto disposto ad accoglierli nella sua struttura a Siracusa; grazie a tutti gli amici e le amiche di Facebook per aver contribuito a diffondere il mio post, e a tutte le redazioni giornalistiche che hanno dato notizia della cosa.

Riassumo i fatti. I due giovani, uno dei quali si chiama Gennaro, prenotano on line un appartamento nell’area di Vibo Valentia, località Santa Maria, presso la casa vacanze calabrese. Il proprietario della struttura, dopo una serie di scambi con lui su WhatsApp, invia un messaggio al suo compagno nel quale, pur scusandosi, dichiara di non essere disposto ad accettare né animali né gay. Questo è quanto mi ha raccontato ieri Gennaro sull’incredibile vicenda, denunciata in un primo momento all’Arcigay di Napoli.

Io ed il mio compagno eravamo alla ricerca di una struttura, un B&b o un hotel, dove poter trascorrere alcuni giorni di vacanza a fine agosto. Dopo alcune ricerche, concentrate essenzialmente in Calabria e Puglia, giovedì sera abbiamo deciso di prenotare una guest house a Santa Maria, Rogliano (VV), dove offrivano l’uso esclusivo di una dependance e di una piscina privata. Dopo regolare prenotazione on line sulla piattaforma Booking.com, venerdì sera siamo stati contattati tramite WhatsApp dal proprietario della struttura, che ha chiesto alcune informazioni aggiuntive (in particolare, voleva sapere da dove venissimo) e abbiamo approfittato per chiedergli delucidazioni in merito all’uso della casa e dei servizi offerti, e alle modalità di pagamento. Dopo averci congedati, il proprietario ha però ritenuto opportuno fare una precisazione importante, in toni anche visibilmente imbarazzati: “Non accettiamo gay ed animali”.

Come vi siete sentiti?

La cosa ci ha, com’è ovvio, sorpresi e delusi. Nella mia mente si è materializzata l’immagine storicamente e drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori dai negozi: “Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei”… Da allora sono trascorsi ben 70 anni, ma da quegli eventi, probabilmente, molti non hanno tratto alcun insegnamento. Possibile che, in un momento storico nel quale ci si interroga politicamente sulla necessità di eguagliare le unioni incentrate sull’amore di qualsiasi genere, ci sia ancora chi, con tanta leggerezza, discrimini sulla base dell’orientamento sessuale? I soldi per l’affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero? Ti garantisco che non ci sono rimasto male per noi due: nel mio cuore ho pensato alle ricadute pesantissime che un messaggio del genere avrebbe potuto avere su un ragazzo più giovane, che fatica a riconoscersi, ad accettarsi, o che, semplicemente, è più sensibile riguardo al proprio orientamento. Nessuno deve sentirsi INACCETTATO!

La vostra prima reazione?

Chiaramente al messaggio non abbiamo dato alcun seguito, limitandoci a disdire la prenotazione dopo aver opportunamente segnalato l’accaduto al sito Booking.com. Ieri ho poi contattato l’Arcigay Napoli, che da sempre lotta per la difesa dei diritti della comunità LGBTQI e contrasta fenomeni di discriminazione legati all’orientamento sessuale, spiegando l’accaduto e inoltrandogli la conversazione intercorsa con il proprietario della struttura.

Ed ecco il messaggio inviato al compagno di Gennaro dal proprietario della casa vacanze:

“Grazie a lei per aver prenotato. (È il primo anno che fittiamo) e la depandanza è nuova nuova… finita a maggio. Importante e mi scuso se posso sembrare troglodita. Non accettiamo gay e animali. Mi perdoni ancora”.

Benvenuti a Neanderthal Land. Ora si dissoci anche la Regione Calabria. Intanto è partito l’hashtag ‪#‎nonsiamotuttitrogloditi, che invito a diffondere.

* linguista e animatore per ilfattoquotidiano.it del blog Giocabolario