Le elezioni amministrative sono finalmente terminate: tutti hanno vinto e tutti hanno perso, ognuno tira l’acqua al suo mulino ma soprattutto ognuno cerca di buttare fango sull’avversario. Ma, invece, è mai possibile uscire dalla continua campagna elettorale che circonda l’Italia? E’ possibile per una volta evitare di continuare a mescolare risultati locali con situazioni nazionali? Sembra impossibile.

Nei Comuni, come si dovrebbe sapere, non contano tanto i partiti quanto le persone: esistono le preferenze e i pregi e difetti collegati, nei piccoli Comuni ad esempio contano le famiglie. Provate a parlare di programmi o di ideali, la maggioranza se ne frega: contano i voti delle più grandi famiglie, il programma lo leggono in pochi; contano le promesse di posto di lavoro e l’appartenenza ad un cognome, il resto è filosofia. E lo dice uno che già da un decennio ha provato a fare il contrario.

Inutile, vince sempre la famiglia più grande e chi promette di più. Questo sistema vale nei paesi piccoli ma anche per le grandi città.

Prendiamo il caso emblematico dei 5Stelle. Hanno perso in tutte le grandi città. Se questo dato dovesse essere misurato a livello nazionale dovremmo dire che il Movimento 5Stelle non vale il 5% alle prossime Politiche. Chiaro che non è così. Ed allora perché paragonare le elezioni amministrative ai risultati nazionali? Perché è utile per screditare l’avversario. Ed è utile soprattutto ai fantomatici “uomini” della sinistra-sinistra per ancora una volta attaccare Renzi e il Pd.

Francamente è arrivato il momento di dire basta una volta per tutte: i dalemiani pensino ad altro; i finti comunisti, con il portafoglio pieno, che per decenni non hanno mai rappresentato realmente gli interessi degli ultimi è ora che la smettano. E’ l’occasione dirimente per il Pd di completare la grande rottamazione sia di certi personaggi e sia di certe alleanze. Renzi e il Partito democratico sono riusciti a rinnovare una sinistra destinata alla scomparsa: politicanti come Bersani, D’Alema, Bertinotti non rappresentano più nessuno ma solo loro stessi. Ora occorre completare l’opera di rinnovamento e apertura mentale.

Immaginatevi il Pd guidato in questi tempi da D’Alema o suoi discepoli… sarebbe al 3%. Pensino ad altro, si alleino loro al centrodestra o al Movimento 5Stelle visto e considerato che per loro l’unico nemico è il Pd: diversamente non andrebbero mai al governo. Poi al referendum costituzionale hanno votato insieme.

Ed allora avanti tutta su questa strada.
Nessuna alleanza con ex nemici interni.
Nessuna alleanza con chi sputa nel piatto in cui mangia.
Fuori dal partito chi continua a non ricordare che il Congresso è stato già rifatto e vinto ampiamente da Renzi.
Tutto il resto non importa.

Ora si pensi a risolvere i problemi dei cittadini e all’Italia ma soprattutto si dia spazio a coloro che lo meritano realmente sul campo, a chi sul territorio lavora ogni giorno mettendoci la faccia. Tutto il resto è noia.