Gigio era disposto a rinnovare con il Milan, la sua idea era quella. Anche per questo ho detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero. Poi però sono cambiate alcune cose, e di fatto la società ci ha forzato a non rinnovare. In particolare lo ha colpito quella frase di Massimiliano Mirabelli (il direttore sportivo del Milan, ndr): se non firmi con noi vai in tribuna. Ci hanno detto che avrebbero provato a stroncargli la carriera in caso di mancato rinnovo”. Questa è la ricostruzione di Mino Raiola, procuratore di Gianluigi Donnarumma, in una intervista sulla Gazzetta dello Sport – pubblicata oggi – in merito al mancato rinnovo di contratto del portiere con il club rossonero. Scelta che ha scatenato la dura reazione dei tifosi. L’agente sportivo ha parlato esplicitamente del rischio di “mobbing” ai danni del suo assistito e ha rivelato che sono arrivate “diverse minacce di morte” contro Donnarumma e la sua famiglia, denunciando la “mancata tutela della società”. “Non credo – ha aggiunto Raiola – che sia la politica migliore da intraprendere se una società vuole rinnovare il contratto a un proprio giocatore”.

Ma il desiderio del portiere nato a Castellammare di Stabia, che ha compiuto 18 anni lo scorso 25 febbraio, di continuare a vestire la maglia rossonera c’è ancora. Ne è convinto l’ad del Milan Marco Fassone, intervistato anche lui dal quotidiano sportivo. “In realtà Gigio ci assicurava di voler restare. Fin dal primo giorno dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a parlare sia con lui, sia con Raiola. E mentre Raiola tendeva sempre a rallentare, il giocatore ci diceva di volere il Milan. E ce lo diceva guardandoci fissi negli occhi. Era assolutamente sincero. Alla fine ha prevalso la linea dell’agente e io sono convinto che in cuor suo Gigio non sia convinto della decisione presa“. Nonostante tutto, quindi, potrebbero esserci ancora margini di manovra per la permanenza del numero 99 in rossonero. E da parte dell’amministratore delegato del Milan c’è poi stata una riapertura nei confronti del giovane portiere. “Se ricevessimo una telefonata in cui ci viene prospettata l’ipotesi di sedersi al tavolo di nuovo per riparlarne, lo faremmo senza problemi. Da parte nostra – dice Fassone – la disponibilità di riprendere a parlare c’è. Certo, Raiola è stato molto netto, ma non escludo che le parti si riparlino e si rivedano“. Così l’affaire Donnarumma sembra dipendere da una telefonata che nessuno vuole fare. Né il Milan né l’agente del giocatore (e chissà il calciatore stesso) vogliono fare il primo passo verso il disgelo. Nel frattempo non può mancare l’ennesima riflessione sul ruolo dei manager e dei procuratori all’interno del calcio moderno.

Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus (che ha pensato a Donnarumma per risolvere il dopo Buffon), riporta oggi la Gazzetta dello Sport, ha evidenziato anche che le “società sono costrette a spese folli, bisogna calmierare l’attività di professionisti (procuratori dei calciatori, ndr) diventati esosi”. Marotta si riferisce ad alcuni agenti dei top player e ai loro oneri diventati, sempre più, una voce importante dei bilanci delle società di calcio. Il riferimento, tra le righe, è rivolto proprio a Raiola. Il procuratore, però, ha spiegato di “non aver parlato con Gigio dell’interesse dei campioni di Italia per sei anni consecutivi nei suoi confronti. “Marotta ha il dovere per i suoi azionisti di cercare il meglio, ma credo che Gianluigi, per rispetto del suo Milan, non abbia in testa i bianconeri”. Il portiere, dopo il mancato rinnovo col Milan è stato anche vittima di una dura contestazione nel corso della gara inaugurale dell’Under 21 all’Europeo in Polonia. Un gruppo di tifosi gli ha lanciato contro un pugno di dollari falsi ed esposto uno striscione con su scritto: “Dollarumma“. Per la cronaca, a Cracovia l’Italia allenata dal ct Di Biagio ha vinto 2-0 contro la Danimarca con gol di Pellegrini e Petagna.