Di spettacoli teatrali ne vedo tanti, ma non ricordo di essermi commossa fino alle lacrime come mi è successo la scorsa settimana, l’8 giugno, in una serata a inviti al Teatro Beccaria Puntozero all’Istituto penale minorile Beccaria. Lo spettacolo era Grease, il famoso musical interpretato con grinta dai ragazzi di Dynamo Camp. Vedere l’entusiasmo e il talento di adolescenti e bambini gravemente malati mentre affrontavano un’impegnativa prova teatrale; osservare i minorenni carcerati tifare con applausi fragorosi per i loro fratelli di avventura esistenziale; essere parte, col pubblico, della standing ovation finale che sanciva il trionfo della voglia di vivere comunque, mi ha toccato il cuore.

Ho immaginato la gioia dei genitori di questi ragazzi – messi così a dura prova dal destino – nel constatare che i loro figli si stavano divertendo, e stavano scommettendo suoi loro sogni proprio come se stessero scoppiando di salute ed energia.

Così, a questo punto, mi pare doveroso fare due parole su Dynamo Camp, un’associazione onlus che offre gratuitamente programmi di Terapia ricreativa a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche, dando ospitalità anche alle loro famiglie. Le attività si svolgono presso Dynamo Camp (a Limestre in provincia di Pistoia, in un’oasi di oltre 900 ettari affiliata al Wwf), in Outreach in ospedali, case famiglia e a bordo del truck Dynamo Off Camp in tour nelle maggiori città italiane.

Dynamo Cam quest’anno compie dieci anni e in questo periodo ha ospitato gratuitamente 5.745 bambini in programmi per Soli Camper, 5.432 ragazzi e genitori nei programmi per le famiglie e 12.878 bambini in Outreach, senza dimenticare il network di Dynamo Camp che comprende oltre 140 ospedali e associazioni in tutta Italia. Attraverso la terapia ricreativa, che ha tantissime modalità (arrampicata, equitazione, tiro con l’arco, attività di circo, Art Factory, Radio Dynamo, Dynamo Studios, Dynamo Musical) si raggiunge l’obiettivo dello svago, ma anche quello, prioritario, di rinnovare la speranza di una vita normale in bambini che passano troppo tempo negli ospedali.

I 19 ragazzi coinvolti nel musical Grease hanno accettato la sfida di indossare giubbini di pelle e gonne di tulle, di danzare e cantare su un palco, di memorizzare testi e battute, per portare a casa un successo personale che sancisce le pari opportunità per sani e ammalati. E questo è stato possibile perché c’è un Italia migliore che lavora in silenzio negli ospedali e nelle carceri per guarire le ferite dell’anima e del corpo. In mezzo a tanta legittima indignazione cerchiamo di non dimenticare queste importanti realtà.