La commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager ha raggiunto dopo mesi di trattative un “accordo di principio” con il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan per far sì che il piano di ricapitalizzazione preventiva del Monte dei Paschi di Siena con soldi pubblici sia in linea con le regole Ue. A dicembre la Bce ha stimato il fabbisogno di capitale in 8,8 miliardi di euro. L’intesa è condizionata alla conferma da parte dell’Eurotower che l’istituto è solvente e alla conferma della vendita dei crediti inesigibili a investitori privati.

Come previsto dalla direttiva sul bail in, azionisti e obbligazionisti junior dovranno contribuire ai costi della ristrutturazione, si legge nella nota diffusa giovedì mattina e firmata anche dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Ma gli obbligazionisti retail potranno chiedere una compensazione se dimostrano che i titoli sono stati venduti senza informarli adeguatamente dei rischi (misselling). I depositanti come è noto sono invece protetti.

Tra i paletti chiesti da Bruxelles c’è anche un tetto agli stipendi dei manager della banca pari a 10 volte il salario medio dei dipendenti dell’istituto. Il Tesoro italiano finora non aveva ancora preso una posizione chiara sull’argomento, nonostante a livello internazionale tutte le nazionalizzazioni di istituti di credito siano andate di pari passo con tagli ai maxi compensi dei vertici.

Il piano di lungo periodo concordato tra Roma e Bruxelles prevede inoltre che Mps venda il suo intero portafoglio di crediti deteriorati (Npl) a condizioni di mercato, riducendo i rischi nel suo bilancio. Allo stesso tempo, dovrà prendere una serie di misure per aumentare in modo sostanziale la sua efficienza, tra cui appunto un tetto alle remunerazioni complessive dei manager della banca pari a 10 volte il salario medio dei dipendenti.

L’accordo di principio è condizionato poi  alla conferma, da parte della Bce, che l’istituto è solvente e rispetta i requisiti di capitale, e all’ottenimento da parte dell’Italia di una conferma formale da parte degli investitori privati che acquisteranno il portafoglio di npl. Ora Commissione Ue e autorità italiane dovranno definire i dettagli del piano finale di ristrutturazione, continua la nota. Su questa base Bruxelles adotterà la sua decisione formale in base alle regole Ue sugli aiuti di Stato.