L’ex premier e governatore della Banca di Grecia, Lukas Papademos, è stato ferito questo pomeriggio mentre era a bordo della sua auto ad Atene. Un’esplosione (forse un pacco bomba) avvenuta a bordo gli ha provocato gravi ustioni. È stato immediatamente ricoverato d’urgenza all’ospedale ateniese Evangelismos. Secondo le prime testimonianze avrebbe riportato gravi ferite all’addome e alle gambe. L’esplosione, avvenuta all’incrocio tra via 3 settembre e Marna, ha causato anche il ferimento dell’autista.

Il dossier-bomba era poggiato sul sedile posteriore della sua Mercedes come uno di quei paper abituali che avrebbe dovuto aprire e leggere. Quando Papademos l’ha aperto gli è scoppiato addosso. L’auto di scorta della polizia che lo seguiva non ha potuto far altro che dare l’allarme e dirigersi al nosocomio ateniese. Secondo il noto giornalista televisivo greco Makis Triantafilopulos interpellato da ilfattoquotidiano.it la tecnica dell’atto terroristico è riconducibile al famigerato gruppo anarchico “Pires fotià” (letteralmente prendere fuoco).

Papademos, classe 1947, è stato il primo ministro durante i giorni della possibile Grexit e prima dell’impasse post elezioni del 2012, quando al termine delle due consultazioni si compose un esecutivo di larghe intese conservatori-socialisti. Laureato in fisica al Massachusetts Institute of Technology nel 1970, ha intrapreso la carriera accademica presso la Columbia University, dove ha insegnato economia dal 1975 al 1984, lavorando inoltre alla Banca della Riserva Federale di Boston nel 1980. Nel 1985 l’ingresso in Banca di Grecia, dove è diventato vice-governatore nel 1993 e governatore nel 1994 fino al 2002. È stato anche vicepresidente della Banca centrale europea dal 1º giugno 2002 al 31 maggio 2010. Grande amico del senatore a vita Mario Monti, a Papademos nel settembre del 2013 venne chiesto dalla Banca d’Italia un parere sulla valutazione del proprio capitale. Vicino a Goldman Sachs, è stato nei mesi difficilissimi dell’inizio della crisi greca da più parti accusato di aver gestito il debito ellenico a vantaggio dei creditori internazionali.

Secondo fonti militari elleniche, da alcuni mesi è ripresa ad Atene la protesta incontrollata dei gruppi anarchici autiautoritari: due giorni fa una molotov è stata lanciata nel cortile del Ministero della Cultura ad Atene, senza provocare feriti. Ieri una busta con 3 proiettili destinata all’Agenzia delle Entrate è stata intercettata all’ufficio postale di Falliro prima che fosse inviata. In città si respira nuovamente l’aria di guerriglia urbana, quella stessa che portò all’assassinio di Pavlos Bakoyannis nel settembre 1989 ad Atene. L’uomo politico greco, all’epoca deputato di Nea Dimokratia, noto per le sue posizioni contro la dittatura militare greca, venne ucciso davanti al suo ufficio da membri del gruppo radicale marxista “17 novembre”.

@FDepalo