I trafficanti di uomini “chiamano direttamente le navi delle ong”. Alla base delle accuse del procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro, ascoltato mercoledì in Commissione Difesa al Senato, c’è un documento segreto vergato da Frontex. Secondo il report dell’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera datato 10 aprile e riportato dal Corriere della Sera, nel 90% del salvataggi effettuati le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo individuano direttamente le imbarcazioni che trasportano migranti prima che sia partita una richiesta di aiuto e prima delle comunicazioni da parte della Guardia costiera, e sono attivate direttamente dai migranti stessi: i telefoni satellitari consegnati agli scafisti contengono infatti numeri delle imbarcazioni che intervengono.

La relazione dell’Agenzia europea indica 8 navi private e le relative Ong, elencate dal quotidiano: Sea Watch di SeaWatch.org che batte bandiera olandese e porta fino a 350 persone; Aquarius di Sos Mediterraneo/Medici senza frontiere di Gibilterra con una capienza di 500 persone; Sea Eye di Sea Watch.org dall’Olanda, fino a 200 persone; Iuventa di Jugendrettet.org, bandiera olandese con 100 persone; Minden di Lifeboat Project tedesca per 150; Golfo Azzurro di Open Arms da Panama che porta fino a 500 persone; Phoenix di Moas con bandiera del Belize che ne imbarca 400; Prudence di Medici senza frontiere con bandiera italiana che è la più grande visto che ha 1.000 posti. Secondo il rapporto, dall’inizio dell’anno le ong hanno “soccorso il 32% dei barconi“, il 26% è stato soccorso da Guardia costiera e Guardia di finanza e appena il 2% dalla Marina militare.

Frontex ha esaminato le rotte seguite da queste navi nel 2017 – monitorando il periodo tra il 13 e il 27 marzo – e in particolare le modalità di avvicinamento alle acque libiche, ma ha anche utilizzato testimonianze di migranti sbarcati e le informazioni fornite da agenzie di intelligence di alcuni Stati. E sostiene che proprio in quell’arco di tempo “prima e durante le operazioni di salvataggio alcune Ong hanno spento i transponder per parecchio tempo”. Le 20 pagine di report riportano accuse circostanziate: “Il 18 febbraio – si legge – due mezzi veloci della Golfo Azzurro hanno interferito con la navigazione di un’imbarcazione della Guardia costiera libica” che aveva intercettato “una piccola imbarcazione di legno” carica di migranti e “hanno convinto l’ufficiale a bordo a trasferire i migranti sul proprio mezzo”. Chi c’era a bordo della barca? “Otto uomini, cinque donne e nove bambini“.

Frontex. “Ong soccorrono in acque libiche” – “Noi non abbiamo mai accusato le Ong di collusione con i trafficanti di esseri umani – ha specificato a La Repubblica la portavoce di Frontex, Izabella Cooper – anche perché non abbiamo il mandato per svolgere indagini sul territorio”. Frontex, ha proseguito Cooper, raccoglie “informazioni sui trafficanti libici e dei Paesi di transito e poi le passiamo alla Polizia e a Europol che svolgono le indagini sotto il controllo delle autorità italiane”. Tuttavia “abbiamo notato che negli ultimi due anni i trafficanti libici hanno cambiato il loro modo di operare. Nel 2012 i barconi arrivavano a Lampedusa, nel 2014 si fermavano a metà strada tra Libia e Italia. Dal 2016 invece la maggior parte dei soccorsi avviene al limite delle acque territoriali libiche“.

Moas: “Mai avuto contatti con i trafficanti” – Le ong non ci stanno. “Nego e smentisco categoricamente che ci siano contatti con i trafficanti in Libia – ha detto Christina Ramm-Ericson, responsabile del Moas dinanzi al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen – noi conduciamo le nostre operazioni di ricerca e soccorso sotto lo stretto coordinamento dell’Mrcc, il centro nazionale di coordinamento del soccorso in mare di Roma”. “E’ successo”, ha proseguito la rappresentante dell’organizzazione fondata dagli imprenditori italo-americani Christopher e Regina Catrambone, che le operazioni siano venute a meno di 12 miglia dalla costa libica: “Si sono verificate queste circostanze, sempre su indicazione del Mrcc. La prassi prevede che riceviamo una telefonata che ci incarica di recarci all’interno di acque territoriali in alcuni casi, a volte ci viene chiesto di avvicinarci e solo dopo individuiamo l’imbarcazione. Quando ci viene richiesto, chiediamo sempre se le autorità del paese, in Libia in questo caso, siano state informate per sapere se il nostro intervento è autorizzato”.

Grasso: “Magistratura farà luce, ma ong fanno ciò che l’Ue non fa” – “Sono certo che la magistratura e le forze di polizia faranno piena luce su eventuali opacità e che proveranno e puniranno i reati che siano stati eventualmente commessi – ha detto a proposito del caso Ong il presidente del Senato Pietro Grasso – questo avvenga però nel rispetto rigoroso delle regole e della riservatezza necessaria a garantire il successo delle indagini”. Nel frattempo “credo sia sbagliato e ingeneroso associarsi ad accuse generiche, congetturali e politicamente strumentali“, proseguito la seconda carica dello stato partendo dalla considerazione che “le ong hanno avuto un ruolo determinante, in stretta sinergia con le tante istituzioni centrali e territoriali, nel sistema europeo e italiano del soccorso e dell’accoglienza” e “hanno svolto sostanzialmente una funzione pubblica a favore dell’Unione, garantendo servizi che avrebbero dovuto essere semmai assicurati da interventi istituzionali di carattere europeo”.

Csm potrebbe sentire Zuccaro: “Ogni sostegno possibile al procuratore” – Intanto il procuratore Zuccaro potrebbe essere chiamato a spiegare al Consiglio Superiore della Magistratura le sue parole sui presunti rapporti tra trafficanti di esseri umani e ong. Ma, almeno per ora, non corre il rischio di un trasferimento d’ufficio. Il Comitato di presidenza ha disposto l’acquisizione di atti, ma non l’apertura di una pratica per verificare l’eventuale incompatibilità di Zuccaro con il suo ruolo o con la sede in cui opera. Sulla convocazione del pm deciderà la Prima Commissione, che “potrà valutare accuratamente i profili concernenti la modalità e i termini delle esternazioni del procuratore di Catania”. E “in particolare, mediante l’eventuale audizione del procuratore Zuccaro si potranno attentamente vagliare l’opportunità e le scelte di comunicazione da questi compiute nei giorni scorsi”. In ogni caso il Comitato di presidenza intende garantire “ogni sostegno possibile affinché le indagini condotte, così come quelle condotte da altri uffici inquirenti, possano svolgersi con la massima efficacia e celerità”.