La maggior parte delle opere pubbliche da realizzare in vista del Giubileo della Misericordia partirà a cavallo fra l’estate e l’autunno prossimi, se non nelle settimane a cavallo fra il 2017 e il 2018. Peccato solo che Papa Francesco abbia chiuso l’ultima Porta Santa il 20 novembre 2016, ormai quasi 5 mesi fa. L’Anno Santo è finito da un pezzo e, mentre qualcuno già comincia a pensare al Giubileo – quello ufficiale – del 2025, la città di Roma non è ancora riuscita a spendere un euro dei 99 milioni sbloccati lo scorso anno dal Governo nazionale proprio per permettere alla Capitale di darsi “una sistemata” ed accogliere nel migliore dei modi turisti e pellegrini da tutto il mondo. Fondi che rappresentavano la seconda tranche degli interventi governativi assegnati alla Capitale, dopo i 50 milioni arrivati nel 2015 (ma di cui sono stati completati i lavori solo per 30 milioni). Certo, le cause di questo clamoroso flop sono molteplici e non è tutta colpa dei malcapitati funzionari capitolini i quali, fra un rilievo e l’altro dell’Anac, da settimane stanno esaminando le centinaia di offerte presentate in risposta a procedure aperte per interventi che spesso non superano il milione di euro. Il risultato complessivo è abbastanza sconfortante, tenendo presente che, ad esempio, la seconda parte dei lavori per la riqualificazione della centralissima Piazza Venezia potrebbe partire addirittura a settembre e terminare a inverno inoltrato. Il punto è stato tracciato il 13 aprile da Roberto Botta, direttore del Dipartimento capitolino ai Lavori Pubblici, durante la riunione della Commissione consiliare negli uffici di via Petroselli.

DA BORGO SANT’ANGELO A PIAZZA ADRIANA, I LAVORI MAI INIZIATI – La lista di cantieri ancora in fase di assegnazione conta 42 interventi. Il più importante, come detto, riguarda Piazza Venezia, dove c’erano già stati degli interventi (minimi) lo scorso anno. Attualmente è in corso una gara da 5,6 milioni ad offerta economicamente più vantaggiosa per il completamento e il rifacimento integrale della pavimentazione. “E’ da poco conclusa l’apertura delle offerte – ha spiegato Botta – e siamo in fase di soccorso istruttorio. L’obiettivo era iniziare i lavori a fine luglio e terminarli ad agosto, ma è possibile che non si riesca. Purtroppo, il tratto antistante al capolinea del tram 8 imporrà la chiusura della piazza”. Da Piazza Venezia a via Nazionale, invece, c’è una strada in realtà che porta due denominazioni: via IV Novembre e poi via Cesare Battisti; inizialmente il Comune aveva immaginato due gare distinte, invece dopo la prevedibile censura dell’Anac gli uffici hanno dovuto rifare il bando da capo e, fra un adempimento burocratico e l’altro, si partirà con i lavori solo “verso fine anno”. Non solo. Forse ai turisti giunti a Roma per la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta o per venerare le spoglie di Padre Pio sarebbe piaciuto percorrere via della Mercede con la pavimentazione nuova, ma purtroppo per loro la gara non solo non è stata assegnata, ma è addirittura bloccata per “l’interlocuzione in atto con l’Anac”. Stessa cosa dovremmo dire per la riqualificazione di Borgo Sant’Angelo, poche centinaia di metri dal Vaticano, per la quale è finito nei giorni scorsi l’esame delle 319 offerte presentate, a fronte di un intervento da 1,2 milioni di euro. “A carissimo amico” – come commentato dai membri di commissione – anche l’aggiudicazione del bando da 500mila euro per i selciati di Piazza Adriana, adiacente a Castel Sant’Angelo, per lavori che non inizieranno prima dell’estate.

CENTINAIA DI OFFERTE DA ESAMINARE –  Non è la prima volta che i funzionari del Dipartimento Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) si giustificano tirando in ballo i controlli serrati voluti dall’Autorità Anticorruzione, ancora più severi dopo gli scandali venuti alla luce con Mafia Capitale. “La scelta di privilegiare le procedure aperte è stata forse troppo ambiziosa, nonché molto faticosa”, ha spiegato Botta. Ne sanno qualcosa i pellegrini giunti lo scorso anno in bicicletta, che non hanno potuto godere del milione di euro impegnato per la manutenzione ordinaria dei 130 chilometri di piste ciclabili, dato che ad oggi sono state aperte soltanto 133 buste delle 273 offerte presentate. “Abbiamo perfino sfiorato l’incidente diplomatico con lo Stato dell’Angola, visto che alcune centinaia di metri di pista si trovano nell’area di competenza dell’ambasciata, dunque in territorio straniero”. Più o meno a metà (173 buste aperte contro le 254 presentate) anche l’iter di assegnazione per la riqualificazione del tratto urbano della via Francigena, per la quale le sedute di commissione sono convocate fino al 15 maggio. “Solo” 19 offerte, invece, per la gara di 4,4 milioni per il rifacimento della via Aurelia, ma l’iter sarà terminato solo il 18 aprile. Indetta mercoledì 12, invece, la gara da 2,8 milioni per la riqualificazione di Piazza Vittorio: chissà se poi serviranno nuovi interventi da qui al 2025.

IL PRIMO STRALCIO E IL DISASTRO ANNUNCIATO – In realtà, nemmeno gli interventi programmati con il primo stralcio di fonti (50 milioni di euro sbloccati il 27 agosto 2015) sono stati completati. Basti pensare alla riva sinistra del Lungotevere (Flaminio, Sangallo, Fiorentini, Altoviti, Augusta, Aventino, Testaccio) per complessivi 7 milioni di euro, che non ha mai visto la tanto agognata riasfaltatura. Dal sito del Comune di Roma si apprende che nemmeno gli interventi alla Stazione San Pietro Fs sono mai stati realizzati. Nessuna indicazione nemmeno per il ripristino e la riattivazione dei bagni pubblici nei pressi del Vaticano o per la famosa creazione dei “percorsi giubilari”, progetto ormai da riproporre fra 8 anni. “Seguiremo con attenzione lo stato dei lavori ancora da implementare, al fine di verificare che gli stessi si svolgano in tempi ragionevoli e consoni con le procedure previste”, ha commentato la presidente della Commissione capitolina Lavori Pubblici, Alessandra Agnello.

LA CORSA AI FONDI DEL 1990 – Nonostante il quadro desolante arrivato dal Dipartimento Lavori Pubblici, per Virginia Raggi sembrano arrivare buone notizie dalla Ragioneria Generale. Sempre ieri, i tecnici contabili del Campidoglio hanno partecipato ad una riunione della Commissione Personale, dove hanno spiegato che esisterebbero 180 milioni mai riscossi dalla città di Roma in seguito a una legge, la 393, risalente addirittura al 1990: si tratterebbe di 483 milioni di euro finanziati dallo Stato, di cui 393 già liquidati e circa 90 ancora da liquidare per opere già progettate o in fase di avanzamento. “Fuori da questi 483 secondo la Ragioneria (che però ha sottolineato che si tratta di stima prudenziale, non ancora definitiva, ndr) ci sarebbero altri 180 milioni – ha spiegato il consigliere M5s, Angelo Sturni – Si sta verificando per quali opere erano previste e potrebbero essere eventualmente rimodulati tenendo conto anche dei vincoli di finanza pubblica. Per essere utilizzati forse servirebbe anche un apposito decreto ministeriale. Ora attendiamo una verifica degli uffici ed entro un mese faremo una nuova riunione per approfondimenti su questi 180 milioni che potrebbero essere utili. In parte potrebbero essere opere vincolate o già finanziate, quindi la somma potrebbe essere un po’ inferiore, ma sono soldi che stanno fermi lì e dobbiamo capire se possono essere sbloccati e come”.