Un’evasione Iva da 3 milioni di euro attraverso una frode con al centro i titoli di efficienza energetica. L’ha scoperta la Guardia di Finanza, che ha arrestato su ordine del gip di Milano Maria Vicidomini un commercialista di 49 anni e un agente di commercio di 62 anni ritenuti responsabili di aver venduto i cosiddetti certificati bianchi all’Enel attraverso società cartiere omettendo di pagare l’imposta. Secondo le Fiamme Gialle hanno emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti “per oltre 17 milioni di euro”. Un’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa anche a carico di un cittadino tedesco, irreperibile. E il gip ha disposto il sequestro di denaro, beni e altre utilità per un valore di 3 milioni, pari all’Iva che sarebbe stata evasa nel 2014 attraverso la frode.

L’indagine, coordinata dal pm Adriano Scudieri, è nata dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette inoltrate da alcune banche e vede coinvolte 10 persone, indagate a vario titolo per dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti e emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Stando alle indagini che hanno appurato la ‘frode carosello’, tra le società venditrici dei certificati bianchi – la romena Rom Gigatech e la cipriota Ecsi Investments Ltd – e l’acquirente finale Enel si sono inserite varie società cartiere, tra cui la Acror Eenergy srl di Milano, fallita nel dicembre 2016, che vendeva i certificati al gruppo energetico omettendo sistematicamente il versamento dell’imposta sul valore aggiunto.

A partire dal 2004, i distributori di energia elettrica e di gas naturale hanno l’obbligo di raggiungere annualmente degli obiettivi di risparmio energetico espressi in Tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Le aziende distributrici, per raggiungerli, possono realizzare direttamente dei progetti di efficienza energetica, come l’installazione di pannelli fotovoltaici, l’isolamento termico di edifici e la realizzazione di cogeneratori di energia elettrica e termica. Progetti che danno diritto all’emissione di certificati bianchi che attestano il risparmio energetico. In alternativa possono ottenere i certificati bianchi anche acquistandoli da operatori specializzati, nell’ambito di un mercato ad hoc gestito dal Gestore dei mercati energetici. È all’interno di questo mercato che si inserisce il meccanismo fraudolento scoperto dal Nucleo speciale di Polizia valutaria.