Oggi La Repubblica titola a caratteri cubitali “Attacco al cuore di Londra”. Immagino che un’apertura del genere avrà prodotto maggiori vendite, ma nessun giornalista ha spiegato che quel cuore non batte da tempo. E’ un cuore necrotizzato a causa di quell’infezione ideologica mercantilista che si è diffusa in tutto l’Occidente innescando una guerra tra popoli per il dominio delle fonti energetiche, mascherandola come guerra di religione. Le decisioni che hanno infiammato negli ultimi 15 anni il Medio Oriente sono state prese proprio a Westminster, oltre che al Pentagono. Tony Blair, insieme a George Bush, inventò, pur di eliminare Saddam restio a cedere alle multinazionali occidentali i propri pozzi di petrolio, la menzogna sulle armi di distruzione di massa mai trovate.

Purtroppo, a pagarne le spese sono sempre gli innocenti, passanti inconsapevoli, poliziotti che devono fare da scudo a decisioni prese da politici ben protetti. Politici che travalicano ogni tipo di orientamento oramai tutti devoti al pensiero unico mercantilista che ha posto l’economia al centro di tutto e non più l’essere umano.

Si pensi al premio Nobel per la Pace Barack Obama, che durante la sua presidenza ha bombardato ben sette Paesi di matrice musulmana: Afghanistan, Libia, Somalia, Pakistan, Yemen, Iraq e Siria. Migliaia sono state le vittime civili in Yemen, Pakistan, Somalia e Iraq causate dai suoi droni. La seconda guerra in Iraq, senza alcun mandato dell’Onu, ha causato – secondo il rapporto denominato Psr (Physicians for Social responsability) di una squadra di medici vincitori del Nobel per la Pace, un milione di vittime civili in Iraq, 220.000 in Afghanistan e 80.000 in Pakistan.

Un giornalista di RaiNews 24, poco dopo che l’auto si era schiantata contro la cancellata nera di Londra ha affermato che “il ponte di Westminster sembrava essere stato bombardato”. Ad ora ci risulta che ci siano stati quattro morti (compreso l’attentatore) e circa 40 feriti. Ogni vita è sacra, ma i bombardamenti sono un’altra cosa. Come quelli al napalm che in Vietnam facevano saltare interi villaggi e che bruciavano tra atroci sofferenze le vittime fino alle ossa, o quelli che in Iraq oltre a sterminare in pochi secondi la vita di centinaia di persone hanno inquinato con l’uranio impoverito paesi e città per migliaia di anni. Ancora una volta la nostra società post cristiana sembra aver dimenticato la parabola della pagliuzza e della trave.

La disinformazione è raccapricciante, imbarazzante. Sembra davvero che si celi un disegno per innescare una guerra tra popoli. Nessun serio approfondimento su quello che sta accadendo in questi giorni a Mosul e Raqqa. Nessuna analisi critica, nessuna ricerca storica in questi anni mirante a raccontare non la cronaca ma le ragioni che la determinano. Nessuna analisi che ha ricordato il piano di Zbigniew Brzezinski che portò il 3 luglio 1979 il presidente Carter a firmare la prima direttiva per l’aiuto segreto agli oppositori del regime filo-sovietico a Kabul. Quell’operazione era finalizzata ad attirare i russi nella trappola afghana. Gli Usa, per tutta la guerra, finanziarono la Jihad contro i sovietici, fomentando e unendo il peggior fondamentalismo islamico che fu finanziato economicamente e militarmente. Hillary Clinton qualche anno prima, nel 2011, sostenne che i nemici numero uno dell’epoca, quell’ Al Qaeda contro cui stavano combattendo, era stata creata dagli Usa 20 anni prima, finanziando la jihad in Afghanistan.

Il documento n° 131801 di WikiLeaks del 30 dicembre 2009 riporta queste inquietanti frasi di Hillary Clinton: “L’Arabia Saudita resta una base decisiva di supporto finanziario per Al-Qaeda, i talebani, Lashkar-e-Taiba e altri gruppi terroristici, compreso Hamas. I donatori dell’Arabia Saudita costituiscono la più significativa fonte di finanziamento per i gruppi del terrorismo sunnita nel mondo”. Tuttavia, secondo l’International Business Times, in soli due anni (2010-2012), l’allora segretario di Stato Hillary Clinton acconsentì alla vendita record di ben 165 miliardi di dollari di armi proprio verso l’Arabia Saudita.

L’Occidente non avrà pace se non si ripulirà dalle colpe commesse dalle élite che muovono i politici come se fossero marionette. Responsabilità non raccontate dai mass media, celate da questa mega macchina infernale che amplifica fino al parossismo i gesti dello squilibrato di turno. La maggior parte degli atti di terrorismo avuti in Europa sono stati causati da giovani cittadini europei non integrati, soliti frequentare prostitute, fare uso di droghe e alcol. L’antitesi del musulmano radicale.

Gli attacchi non finiranno mai se non terminerà quel terrorismo che opera nel nome della democrazia e della libertà.