Il 10 marzo Startupbootcamp, che ospita in Italia la branca FoodTech, ha chiuso il suo primo ciclo di accelerazione con il Demo Day, un evento in cui 10 startup foodtech accelerate hanno esposto le loro idee nell’Auditorium Parco della Musica.

Avviato nel 2010, Startupbootcamp è una rete globale di acceleratori che ha come obiettivo quello di mettere in contatto le startup con i leader più rilevanti e di forte impatto del relativo settore. Startupbootcamp FoodTech è il programma di accelerazione per startup operanti nel settore foodtech, che ha sede a Roma.

Gli intenti di questi startupper, con un’età che oscilla tra i 22 e i 25 anni circa, sono davvero ammirevoli. Due giovani indonesiani ad esempio, per risolvere l’enorme problema della deforestazione causata dalla coltivazione dell’olio di palma, hanno prodotto un olio da cucina ottenuto dalla spremitura di insetti grazie a un innovativo procedimento. Il loro paese ha visto la perdita di 31 milioni di ettari di foresta a causa dell’olio di palma e dunque vogliono andare incontro alla necessità dei consumatori di avere prodotti senza ricadute negative sulle foreste. Dopo aver letto il report della Fao sugli insetti commestibili, il ceo di Biteback ha iniziato ad allevare insetti. Quando nel 2015 la distruzione delle foreste indonesiane raggiunge livelli abominevoli, decide di ricavare un grasso da questi insetti e ne analizza le proprietà: il grasso risulta essere di ottima qualità. Ad oggi producono olio, burro alimentare, alcool per la cosmesi.

Elaisian invece è un sistema di “precision farming”che permette ai produttori di olio d’oliva di monitorare costantemente il proprio campo, prevenire le malattie degli alberi e incrementare la produttività grazie a un dispositivo. Già quattro i clienti, tra cui un noto produttore di olio italiano. Il dispositivo analizza il terreno, la clorofilla, i dati climatologici. I dati vengono poi inviati alla piattaforma che analizza i dati e suggerisce al cliente (proprietario degli ulivi) cosa fare. Elaisian è composto da ragazzi italiani con una media di 22 anni.

Ancora Neofarms con una squadra composta da 25enni italiani e tedeschi, sfruttando le potenzialità dell’idroponica, permette di fare “home gardening” riducendo fortemente il consumo di acqua e i tempi di crescita. Con l’intento di portare l’eco-sostenibilità in casa, evitare lo spreco e l’inquinamento per il trasporto causati dalla grande produzione, hanno progettato un orto in casa compatto, idroponico, ottenibile con lo spazio di un frigorifero. I produttori di cucine hanno già siglato accordi con Neofarms in Germania per inserire il modulo nei loro prototipi.