Indietro tutta. L’utilizzo dei voucher “va modificato e drasticamente limitato, non dovrebbero essere usati dalle imprese ma solo dalle famiglie“. Parola del ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che mentre incombe il referendum promosso dalla Cgil per abolire i buoni lavoro da 10 euro cerca di correre ai ripari in extremis facendosi promotore di una riforma radicale dello strumento diventato l’ultima frontiera del precariato. Una riforma che potrebbe disinnescare la consultazione, riportando i buoni all’uso originario cioè il pagamento di lavoretti come quelli di baby sitter, colf e giardinieri. Non a caso, alla domanda se nel Consiglio dei ministri di venerdì sarà fissata la data, Poletti ha risposto: “Non ne ho idea”.

“Il Parlamento, in particolare la commissione Lavoro, ha incardinato una discussione e una serie di proposte di legge”, ha ricordato il titolare del dicastero di via Veneto. “Stiamo lavorando e confrontandoci con la commissione, perché è bene che vada avanti il lavoro del Parlamento”. E in effetti mercoledì prossimo arriverà il testo unificato di riforma, sintesi delle otto proposte depositate a Montecitorio, e il presidente della commissione Cesare Damiano ha anticipato che nella seduta di mercoledì “è stata fortemente sostenuta la tesi di prevedere l’uso esclusivamente per le famiglie e non per le imprese e la pa, prevedendo eccezioni per talune attività mirate come la raccolta di prodotti agricoli“, ma “in questo caso i voucher sarebbero utilizzato solo da pensionati e studenti“. Questo perché, ha sottolineato la relatrice Patrizia Mestri (Pd), “l’uso improprio lo hanno fatto le imprese”. Favorevoli il Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega, mentre è contrario l’Ncd.

Quel che accadrà, ha continuato Poletti, “lo vedremo dal confronto tra governo e Parlamento” mentre “domani a Palazzo Chigi c’è solo una riunione tecnica”. La posizione di Poletti va incontro alle richieste della Cgil, che però chiede uno stop totale ai buoni.