Nessuno dei 23 agenti della Cia condannati per il sequestro di Abu Omar è mai tornato, finora, in Italia per scontare la pena e in tre (Joseph Romano, Robert Seldon Lady e Betnie Madero) sono stati graziati dalla Presidenza della Repubblica. Per il sequestro dell’imam di viale Jenner, rapito nel 2003, sono stati invece prosciolti grazie al segreto di Stato gli 007 dell’ex Sismi. E così l’ex agente del servizio Usa Sabrina de Sousa potrebbe essere l’unica a scontare una pena per il sequestro dell’egiziano, a sua volta condannato per terrorismo, ma risarcito dall’Italia per il trattamento inumano subito. La donna è in attesa di estradizione verso l’Italia dal Portogallo ma come ha fatto sapere il suo legale Manuel Magalhaes e Silva farà ricorso alla Corte europea dei diritti umani per rivendicare di avere diritto a un nuovo giudizio, dopo la condanna per contumacia.

Da Sousa è stata arrestata lunedì in previsione dell’estradizione, che potrebbe intervenire nel giro di circa sei giorni, ha detto il legale all’agenzia Lusa. Dopo una prima notte nel carcere di Tires, è stata trasferita nella prigione di Cruz do Bispo in attesa della definizione del trasferimento fra autorità portoghesi e italiane. Al Fatto Quotidiano la donna ha raccontato come su Abu Omar, sospettato di voler colpire un obiettivo americano, decisero Casa Bianca, con l’ok di Roma e Il Cairo.

Nelle scorse settimana il sostituto pg di Milano, che si occupa dell’esecuzione della pena, aveva anche inoltrato una richiesta di chiarimenti al Ministero della Giustizia sui tempi di consegna dell’ex agente della Cia. Per De Sousa, condannata a 7 anni di carcere, tre dei quali coperti da indulto, il Portogallo aveva dato l’ok all’estradizione in Italia quasi 9 mesi fa, lo scorso aprile. Lo scorso novembre, poi, l’ex agente Cia ha comunicato di aver perso l’appello presentato contro la richiesta di estradizione.