Armani, Trussardi, Ferragamo, Marras, Moschino e Byblos sono solo alcune della maggiori case di moda coinvolte nell’iniziativa di mettere all’asta i posti a sedere delle sfilate femminili, battuti e ovviamente assegnati al miglior offerente a scopo benefico. L’idea è di Santo Versace, presidente della fondazione Operation Smile Italia, parte integrante di un’organizzazione umanitaria internazionale alla quale aderiscono medici, infermieri ed operatori sanitari che curano e operano gratuitamente bambini nati con malformazioni al volto come il labbro leporino e la palotoschisi: 20mila interventi ogni anno.

“Ho pensato e voluto creare un collegamento diretto tra le giornate di Milano moda donna 2017 con iniziative e progetti di impegno umanitario” spiega Santo Versace sottolineando l’immediata disponibilità di tutte le realtà della moda che, con un meccanismo molto semplice e soprattutto trasparente, hanno messo a disposizione i biglietti reperibili sulla piattaforma CharityStars dove è possibile fare il proprio rilancio – rispetto alla base d’asta – fino a mercoledì 22 febbraio, vigilia delle manifestazioni milanesi; l’85% dell’intero ricavato sarà devoluto ai beneficiari del progetto.

Si tratta di nuova tendenza venuta dagli States che sta prendendo sempre più piede: aste on line i cui proventi vanno ad associazioni e onlus impegnate anche, ad esempio, nella salvaguardia dell’ambiente o la tutela degli animali. In Italia CharityStars è stata la prima piattaforma dedicata alla vendita di oggetti e offerte di incontri con personaggi famosi il cui ricavato è devoluto in a realtà del terzo settore. Vendere al miglior offerente a fin di bene quindi, per un’idea nata qualche anno fa quando era stato pagato 1 milione di dollari (da devolvere in beneficenza) per pranzare con Warren Buffet, imprenditore ed economista americano considerato il più grande esperto investitore al mondo. L’iniziativa legata alla moda milanese ha già riscosso successo nella passata stagione dove gli appassionati non erano mancati: per assistere alle passerelle di Ferragamo erano infatti arrivate 41 offerte e l’asta si era chiusa a quota 5mila euro.

Quotazioni tuttavia ancora molto distanti dal “top” delle aste di questo tipo tra le quali spiccano i 225mila euro pagati per il bus gran turismo firmato dagli All Blacks in occasione del tour europeo del 2016 dei campioni del mondo di rugby. All’epoca i proventi dell’iniziativa benefica furono devoluti a Unicef Italia e, passando dal profano al sacro, lo zucchetto di papa Francesco fu aggiudicato per 15mila euro. Tra le aste più “popolari” si ricordano anche l’incontro a Trigoria con Francesco Totti chiuso alla cifra di 5mila e 94 euro così come i 4mila euro sborsati per incontrare Lapo Elkann.

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