Finito il festival di Sanremo, inizia la primavera, ma quali sono stati i messaggi di questa edizione?

Il primo è molto chiaro: non contate niente, ma se capita una sfiga tipo il terremoto o altre catastrofi, potrete diventare eroi per un giorno (cit. David Bowie) o due (che è il tempo di elaborazione di un avvenimento ai tempi dei social), poi tornerete nel dimenticatoio, ma non per le persone che avete aiutato. Poche. Amate chi vi è attorno, tutto il resto è fuffa, fuga e entertainment per giornalisti.

Il secondo messaggio è: basta fighe in TV (quasi). È ora di di finirla con l’invitare donne belle e basta per fare audience, bisogna invitare di tutto, cominciare a sdoganare i borderline, farli vedere, monetizzarli e proporre uomini belli e possibilmente stupidi per far passare il messaggio che voi, con tutto il vostro sentirvi meglio, siete più stupidi di loro e vi meritate la vita che state facendo. Nel 2043 saremo tutti busoni e il presidente del consiglio si chiamerà Abdallah.

Terzo messaggio, la fine del posto fisso. Non esiste più. Non hai diritto più a niente, tipo Al Bano, Ron, Gigi D’Alessio. Perché eravate lì? Con quale diritto? Perché ogni anno siete lì a occupare un posto che altri meriterebbero? Menzione speciale a Giusy Ferreri che gli odiatori sperano torni a lavorare alle casse del supermercato. Non accadrà, ma l’odiatore che vuole giustificare il proprio “fallimento” professionale/esistenziale ci spererà sempre per poter dire “Hai visto? Te l’avevo detto che non poteva durare”.

Quarto messaggio: sdoganamento della presa in giro alle cazzatine spirituali consumistiche, tipiche delle nazioni benestanti che a livello spirituale sono le più malestanti e a questo malessere benessere non rinunceranno mai.

Quinto messaggio: l’unione dei grandi fa la forza. Rai e Mediaset è un po’ di La7 unite contro le “merdine” delle altre TV che per qualche giorno vengono schiacciate dal peso del festival. Chi non lo vuole seguire le alternative le ha, ma non le vuole vedere e critica fuori dalla TV questa kermesse di benessere popolare.

Messaggi abbastanza modesti, ma in assenza di una reale crisi ci si deve accontentare. Buona primavera a tutti.