Ieri sera, colpa dello zapping, siamo stati catturati da un quasi perfetto documentario di National Geographic che, con repertori d’epoca meticolosamente colorati, esponeva, più che favoleggiare, le vicende terminali dell’ultima, e speriamo ultimissima nonostante Salvini, Le Pen e compagnia sovraneggiante, guerra europea. Avvinti dalla Storia passata e sotto l’incombere della Storia presente, ci siamo così persi la serata di Sanremo, tranne un paio di sprazzi negli intervalli consentiti dalle interruzioni pubblicitarie. Poi questa mattina di buon’ora, abbiamo visto le cifre degli ascolti, e ci siamo resi conto che lo spettacolo della Storia con la “S” maiuscola aveva distratto solo noi e che della nostra diserzione gli ascolti di Sanremo non si erano minimamente accorti, anzi.

La puntata di ieri, giovedì, ha infatti strapazzato quanto a numero di spettatori (12,751 milioni contro 12,061) e share (49,74% contro 45,48%) quella del giovedì 2016. Il che, a occhio, sembrerebbe da spiegare con la presenza di Maria De Filippi, cioè di Mediaset, che ha determinato da parte di Canale 5 una contro programmazione meno concorrenziale. Nel 2016 la serata di Canale 5 prevedeva Il Segreto, che grazie al patto di fedeltà costruito in anni col suo pubblico tenacissimo, l’altr’anno aveva trattenuto, nonostante Sanremo, 3 milioni di spettatori che per composizione socioculturale sarebbero stati altrimenti più che propensi a seguire quell’impasto di canzoni, reality e talent immerso nei fiori della riviera.

Erano, insomma, milioni di fedeli che l’eresia sottraeva alla chiesa madre. Mentre quest’anno, vedi un po’, su Canale 5 sono stati programmati una serie di ottimi film, ieri sera Interstellar, che anziché a contro programmare sono serviti a dare meritoriamente asilo a un pubblico che Sanremo non se lo sarebbe visto neanche con la pistola alla tempia. E che di spettatori ne hanno raccolti un paio di milioni anziché i tre de’ Il Segreto nel 2016. Col deflusso in particolare del pubblico femminile, che notoriamente detesta la fantascienza tanto al cinema quanto in tv, tant’è che quest’anno ha traslocato su Sanremo esattamente nella misura del milioncino ceduto da Canale 5.

Siamo, insomma, a una evidente manifestazione di riguardo di Piersilvio nei confronti di Maria, cui tanto devono i pomeriggi (Uomini e donne eccetera) e il sabato sera (C’è posta per te, Amici eccetera) del Biscione. Sicché la grande coalizione sanremese ha potuto rifulgere d’ascolti, grazie, di certo, anche a legioni di transfughi dai mondi M5S e leghista, che, se fossero voti, la vagheggiata Grande Coalizione Politica andrebbe in brodo di giuggiole. Ma Sanremo è Sanremo. Anche se è in Italia.

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