In fondo il filo conduttore di pensieri, parole e azioni di Rosa Criscuolo è il carcere. L’impegno civile per i diritti dei detenuti, quelli sconosciuti e quelli ultranoti come Nicola Cosentino, per il quale si batté come una leonessa, ritenendo scandalosa la sua lunga detenzione preventiva. Ma anche quell’alone di portasfortuna che la associa a un suo celebre appuntamento a cena in una stanza d’albergo di Roma con Claudio Scajola, che il giorno dopo si ritrovò con un ordine di traduzione a Regina Coeli in mano.

La nuova vita della bionda napoletana laureata in giurisprudenza e a lungo gravitante intorno a Forza Italia, amica di ex ministri ed ex sottosegretari berlusconiani, inframmezzata da una sfortunata candidatura alle regionali del 2015 in una lista a sostegno di Vincenzo De Luca, ricomincia con l’elezione a tesoriere dell’associazione Radicale “Per la Grande Napoli” . Ricomincia grazie a una vittoria ottenuta con una mozione che mette al centro, per l’appunto, i problemi delle case circondariali e di chi ci soffre dentro, e rilancia una vecchia battaglia dei Radicali, l’istituzione della ‘stanza dell’amore’ nei penitenziari. Infiammata dalla sua passione per la tutela dei diritti dei gay e trans e “preoccupata sullo stato di permanenza dei cittadini transessuali e intersessuali nel carcere maschile di Poggioreale”, Criscuolo è stata eletta la sera di venerdì 3 febbraio al termine dell’undicesimo congresso dell’associazione, che si è svolto all’Hotel Ambassador. Ha prevalso con 22 consensi su 37, in ticket con il segretario Roberto Gaudioso.

L’associazione “Per la Grande Napoli” è la più prestigiosa dei Radicali a Napoli. Fu fondata da Marco Pannella che del capoluogo partenopeo fu anche consigliere comunale, veniva spesso da queste parti, e poco prima di morire rivelò di essere padre di un napoletano “concepito con una universitaria napoletana dal cognome francese”. “Pannella – ricorda Criscuolo – mise il corpo al centro delle sue attività e più di ogni altro seppe far sua la rivoluzionaria affermazione del filosofo francese Merlau-Ponty: Io sono il mio corpo, non lo abito, né lo possiedo”. “Per questo – prosegue – credo sia fondamentale mettere al centro della nostra azione politica il corpo come fondamento della comprensione, e per questo voglio continuare a occuparmi dei cittadini ristretti in carcere e dei diversamente abili. Per questi ultimi – conclude Criscuolo – la nostra associazione agirà di concerto con la Cellula Luca Coscioni di Napoli che lavora per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel Comune e monitora il rispetto della legge relativa all’interruzione di gravidanza”.