Mio padre Michael è stato ucciso”. In una lunga intervista con Rolling Stone, intitolata “Paris Jackson: la vita dopo Neverland”, la 18enne figlia del re del pop torna a parlare della morte del padre avvenuta nel 2009 per arresto cardiaco dopo che il medico personale di Jackson, Conrad Murray, gli aveva somministrato un farmaco per dormire. “E’ ovvio. Tutto fa pensare che mio papà sia stato ucciso. In molti lo volevano morto. So che sembra una di quelle stupidaggini modello teoria della cospirazione, ma tutti nella mia famiglia e tutti i fan sanno che è cosi”, spiega la ragazza. Della morte di Jacko non sarebbe colpevole solo Murray, condannato a 4 anni per omicidio colposo, ma la tragica vicenda celerebbe qualcosa di più “sinistro”. “E’ come una partita a scacchi. E io sto provando a giocarla nel modo migliore. Questo è tutto quello che posso dire in questo momento”.

Paris Jackson, maggiore età compiuta lo scorso aprile, viene descritta a tutto tondo nella copiosa e brillante intervista di Brian Hatt effettuata mentre la ragazza visita il Museo della Morte in Hollywood Boulevard a Los Angeles.  Ecco allora Paris tutta intenta ad osservare senza batter ciglio le decine di foto dell’autopsia di Marylin Monroe, e l’intervistatore a orientare il suo sguardo sui 50 tatuaggi che ricoprono il corpo della ragazza, di cui 9 sono dedicati a papà Michael che morì quando lei aveva 11 anni. “Si dice sempre che il ‘tempo guarisce ogni ferita’, ma non è vero”, racconta Paris. “Ci si deve solo abituare, e andare avanti. Vivo con l’idea ‘Ok, ho perso la cosa più importante che ho avuto nella vita’. Solo così si può gestire la perdita. Comunque Michael viene a visitarmi spesso, lo sento vicino a me tutto il tempo”. I due oltrepassano la stanza della tassidermia con estremo raccapriccio, e la figlia di Jacko racconta dell’ultimo pitbull salvato, Koa, che però non va molto d’accordo con Snuggly, il labrador che l’autore di Thriller acquistò nel 2006.

Nel giugno 2013 la 14enne Paris cade in depressione e cerca di suicidarsi tagliandosi le vene dei polsi e mandando giù 20 pillole di Motrin. “Fu l’odio verso di sé a spingermi a farlo”, racconta, “bassa autostima, il pensare di non poter più fare niente di buono nella vita, e di non essere più degni di vivere”. Oggi alcuni dei suoi tatuaggi le coprono le cicatrici del suicidio, ma prima di allora, confessa Paris, aveva già tentato di togliersi la vita “più volte”: “ma solo una volta è diventato di dominio pubblico”. Un altro episodio spiacevole subito dalla ragazza viene citato nell’intervista, ovvero un tentativo di violenza sessuale accaduto quando aveva 14 anni: “Non voglio raccontare troppi dettagli. Fu una persona che non conoscevo, un estraneo, e fu un momento davvero difficile per me e per chi mi stava attorno. Fino ad oggi non l’avevo raccontato a nessuno”. Oggi Paris Jackson vive con Michael Snoddy, batterista 26enne della Street Drum Corp, prova a fare l’attrice e a produrre film, come a comporre e suonare brani musicali. In mano si è anche ritrovata un’eredità materiale di oltre un miliardo di dollari e l’aura pesante della celebrità paterna. “Mio padre diceva ‘se vuoi essere più grande di me, è possibile. Se non vuoi esserlo è altrettanto possibile. Ma io voglio solo che tu sia felice”.