La vita dell’attore non coincide sempre con quella patinata e luminosa dei protagonisti delle pellicole hollywoodiane: le enormi magioni, i fidanzamenti da copertina, le vacanze in barca. La vita dell’attore non è sempre come verrebbe da immaginarsela e una volta di più ce lo ricorda la storia di Nazif Mujic, protagonista reale di “Un episodio della vita di un raccoglitore di ferro”. Per questo film, Mujic ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 2013. Un premio prestigioso, blasonato, tanto che quando è tornato nella sua Natale Svatovac tutti volevano farsi fotografare con lui e la statuetta. “Quando ho avuto bisogno di aiuto però – ha raccontato – non si è fatto vedere nessuno”. Di aiuto, sì. Perché Nazif è stato costretto a venderla, quella statuetta: ne ha ricavato 4000 euro che gli sono serviti per lasciare la Bosnia insieme alla sua famiglia. Direzione? Berlino. Dove non andrà a ritirare alcun premio, ma a chiedere asilo. Mujic, citato dai media a Sarajevo, ha raccontato di aver ottenuto per la prestigiosa statuetta un’offerta più alta di mille euro dal regista Emir Kusturica, arrivata però troppo tardi. Nel film che è valso a Mujic l’Orso d’argento, il regista bosniaco Danis Tanovic, premio Oscar nel 2002, racconta l’odissea del poverissimo rom disoccupato che non ha i soldi per salvare la moglie, Senada Alimanovic, da una setticemia, mentre i medici non la curano perché non ha la tessera sanitaria.