Dieci mesi fa veniva ritrovato il corpo martoriato di Giulio Regeni. Da allora un lunga sequela di bugie, diffamazioni, depistaggi, promossi dal governo egiziano per nascondere quello che, da subito, è apparso un delitto di Stato, maturato in un clima di repressione che, ogni giorno, colpisce e stronca decine di “Giulio egiziani”, dei quali non conosciamo neppure i nomi.

Oggi, come dieci mesi, fa l’obiettivo del governo egiziano è quello di far trascorrere il tempo, di offrire generiche disponibilità e di ritirarle subito dopo, nella speranza che il trascorrere dei giorni e, soprattutto, la pressione degli interessi e dei reciproci affari, faciliti l’oscuramento mediatico, faccia calare la pressione sul governo e sulla diplomazia italiana e apra la strada ad una sorta di tacita prescrizione, ad una rimozione individuale e collettiva.

Ci proveranno in tutti i modi, e troveranno anche complicità, gratuite e a pagamento, ma non riusciranno a comperare la straordinaria famiglia di Giulio, l’avvocatessa Alessandra Ballerini, gli attivisti di Amnesty, coordinati da Riccardo Noury, i tanti amici di Giulio, i volontari che hanno creato il sito Giulio siamo noi, i comuni, le associazioni, i cittadini che continuano ad esporre lo striscione Verità per Giulio Regeni.

Tutti insieme stanno già preparando una grande iniziativa nazionale per il prossimo 25 gennaio, in occasione dell’anniversario del suo sequestro. Diamogli una mano, non lasciamoli soli, proviamo ad “illuminare” ogni giorno chi continua a chiedere verità e giustizia per Giulio e per le tante e i tanti che, ogni giorno, spariscono, sequestrati, torturati e uccisi da regimi di ogni natura e colore.