Ha confessatoin di essere il responsabile dell’omicidio di Pamela Canzonieri l’uomo arrestato giovedì 24 novembre in Brasile. La 39enne italiana, originaria di Ragusa, era stata trovata morta il 17 novembre nella casa in cui abitava a Morro di San Paolo, nello Stato di Bahia. Antonio Patricio dos Santos è stato fermato dopo una settimana di indagini e durante l’interrogatorio presso il commissariato territoriale di Cairu ha confessato il reato. Agli investigatori ha detto di aver incontrato la vittima per strada e di essersi poi recato con lei fino all’appartamento.

“Ha spiegato di aver usato cocaina prima di vedersi con l’italiana e di non ricordarsi molto bene dei dettagli”, ha riferito Argimaria Freitas, il commissario responsabile per il caso. Come anticipato dagli inquirenti al momento del fermo, l’uomo ha precedenti per traffico di stupefacenti. Su dos Santos, che nella zona è conosciuto come ‘Fabricio’, pende un altro mandato di arresto emesso dalla giurisdizione territoriale di Valenca per spaccio. “Nel corso dell’interrogatorio ci siamo resi conto che, dopo l’esperienza in carcere, era diventato più aggressivo”, ha aggiunto il commissario Freitas.

Ancora non si conosce il movente, anche se, in base ad indiscrezioni emerse durante l’ennesimo interrogatorio cui è stato sottoposto il killer, a scatenare la sua furia sarebbe stato il rifiuto a baciarlo da parte della donna. Il commissario Freitas ha sottolineato che verificherà “tutta la versione con le relazioni di esperti, deposizioni di testimoni e prove raccolte sulla scena del crimine”. Pamela Canzonieri, secondo l’autopsia, è morta per soffocamento, strangolata a mani nude. La donna andava in Brasile una volta all’anno, dove rimaneva per periodi lunghi e lavorava in un ristorante di Morro di San Paolo.

Su dos Santos – è stato reso noto – pendeva un altro mandato di arresto emesso dalla giurisdizione territoriale di Valenca. Da tempo infatti l’accusato era dedito allo spaccio nella zona.
“Nel corso dell’interrogatorio ci siamo resi conto che, dopo l’esperienza in carcere, era diventato più aggressivo”, ha aggiunto il commissario Freitas.

Determinante per la risoluzione del giallo è stato anche il contributo della polizia italiana, hanno sottolineato le forze dell’ordine brasiliane. Le indagini della polizia civile di Salvador de Bahia, che ha competenza pure sulle unità di polizia dei territori interni, come Valença e Morro de São Paulo, si sono indirizzate da subito sulla vita privata e sugli avventori del locale dove lavorava Pamela. Il campo si è ristretto anche grazie al lavoro dell’ufficiale di collegamento italiano del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Criminalpol, di stanza a Rio de Janeiro, che ha partecipato a tutte le attività.

Intanto la salma è ancora ferma a Salvador e non è partita per l’Italia, dove era attesa per oggi. I funerali di Pamela sono così inevitabilmente slittati alla prossima settimana. I familiari restano chiusi nel loro silenzio. Ieri hanno partecipato alla fiaccolata organizzata dagli amici della ragazza e che ha visto più di 500 persone scendere in piazza a Ragusa. La madre della vittima ha avuto solo la forza per dire: “Grazie a tutti di cuore”.