Quando si parla di autovelox ed affini, si sa, la percezione si divide sempre tra istanze di sicurezza degli automobilisti e sensazione che le amministrazioni vogliano far cassa. A gettare ulteriore, proverbiale benzina sul fuoco, arriva ora la notizia dell’approntamento del sistema Pegasus, in aggiunta a quelli già conosciuti. Come la denominazione suggerisce, si tratta di un servizio che monitora dall’alto eventuali infrazioni commesse al volante: un vero e proprio pattugliamento stradale insomma, operato dalla flotta di elicotteri della Polizia.

Per ora l’accertamento è in fase sperimentale, ma in Spagna il Pegasus è già in servizio effettivo. Anche perché, tecnicamente, il potenziale di accertamento appare di gran lunga superiore rispetto alle postazioni fisse. In un anno di volo dell’unico apparecchio sinora equipaggiato del sistema, la statistica ha fatto registrare un tasso di rilevamento delle infrazioni molto più elevato in relazione al totale dei veicoli controllati, pari al 17% contro il 3,5% dei radar fissi: nelle 428 ore di attività, sono stati verificati 8500 mezzi registrando infrazioni in 1441 casi. Anche perché, per gli automobilisti, rendersi conto preventivamente della presenza di sorveglianza nei cieli è praticamente impossibile, a differenza di quanto accade normalmente sulle strade.

Tecnicamente, Pegasus appare molto sofisticato e strutturato. L’elicottero che ne viene equipaggiato, monta un sensore radar per il rilevamento della velocità, capace di funzionare da 300 metri di quota rispetto al suolo e fino a 1000 metri di distanza dal veicolo sottoposto a controllo, nonché di rilevare velocità fino a 360 km orari. Parallelamente, il sistema include anche due telecamere che inquadrano la targa registrando al contempo l’effettiva infrazione. I dati vengono trasmessi in tempo reale al centro elaborazione dati e di qui al Comune di residenza dell’automobilista “reo” per l’effettiva procedura di sanzione.