Il caso delle firme false presentate dal Movimento 5 Stelle a Palermo del 2012? “Sarà Beppe Grillo a decidere: lui è il garante nazionale, ma prima bisognerà attendere che i magistrati concludano l’indagine per capire come sono andate le cose”. Giancarlo Cancelleri, leader dei grillini siciliani, ha le idee chiare: sarà a Grillo a dettare la linea su eventuali provvedimenti da prendere per iscritti al M5s coinvolti nell’inchiesta della procura di Palermo. “Certo che ci saranno conseguenze: tutti quelli che hanno sbagliato dovranno pagare, altrimenti diventiamo come il Pd”, dice il deputato regionale alla fine della sua convocazione dai pm. “Non faremo sconti a nessuno – assicura Alessandro Di Battista a DiMartedì – perché siamo dei 5 Stelle”.

L’interrogatorio di Cancelleri è durato circa mezz’ora. Insieme a lui sono stati convocati altri due consiglieri regionali, Stefano Zito e Gianina Ciancio, anche loro come persone informate sui fatti.La deputata Claudia La Rocca, infatti, aveva raccontato ai colleghi l’intenzione di rispondere ai magistrati, visto che faceva parte degli attivisti che si occuparono della presentazione della lista per le amministrative palermitane. “La collega ci ha detto che voleva parlare con i magistrati e noi siamo stati ben lieti della sua decisione: del resto anche Grillo nel suo post sul blog aveva chiesto piena collaborazione a tutti quelli che sapevano qualcosa. Se abbiamo informato i vertici nazionali del suo racconto? No, l’abbiamo solo ascoltata, accogliendo con felicità la sua volontà”, spiega Cancelleri. La Rocca è citata nel carteggio di email che si erano scambiati i grillini palermitani alla fine di un tour de force cominciato il 3 e finito la notte del 5 aprile del 2012: un attivista, infatti, la ringrazia per essersi trattenuta in sede fino alle 4 del mattino “per finire questo estenuante lavoro”.

Quale lavoro? Per Le Iene, che ha fatto scoppiare il caso, si tratterebbe della ricopiatura di quasi 2mila firme, raccolte su moduli che presentavano un errore nel luogo di nascita di un candidato al consiglio comunale. A raccontarlo era stato Vincenzo Pintagro, che aveva accusato Claudia Mannino, poi diventata deputata, e Samanta Busalacchi, oggi tra gli aspiranti candidati sindaco, di avere copiato materialmente quelle firme. Per tutta risposta, però, a Pintagro sono arrivate le querele dei deputati Riccardo Nuti, Loredana Lupo, Gianpiero Trizzino e della stessa Mannino. “È chiaro che ci sono due vicende separate: è per questo motivo che Grillo, e cioè il garante del Movimento, non potrà intervenire prima che l’indagine della magistratura avrà fatto il suo corso”, dice sempre Cancelleri. Sulla vicende delle firme false era già stata aperta un’indagine della Digos, poi archiviata nel 2013.

Questa volta, invece, i pm Dino Petralia e Claudia Ferrari hanno ascoltato diversi deputati nazionali, regionali e attivisti del Movimento 5 Stelle: con l’audizione di Cancelleri, Zito e Ciancio, l’indagine sembra arrivata ad un giro di boa, mentre nel frattempo la Digos sta verificando l’autenticità delle firme depositate dai grillini nel 2012, convocando i cittadini che all’epoca sostennero la lista del M5s. Il fascicolo aperto dai pm palermitani ipotizza il reato previsto dal Testo Unico 570 del 1960, che punisce non solo chi altera materialmente atti destinati ad operazioni elettorali ma anche chi beneficia di tale alterazione: in via ipotetica, dunque, potrebbero essere coinvolti nell’indagine tutti i candidati al consiglio comunale del 2012, anche se nessuno centrò l’elezione.

Ferme al palo, rimangono invece le Comunarie, e cioè la votazioni online per scegliere il candidato sindaco dei grillini alle liste palermitane. In 122 hanno inviato il proprio curriculum ma dopo l’esplosione della vicenda sulle firme false attendono un segnale dai vertici. Nei giorni scorsi si era diffusa l’ipotesi di un annullamento della selezione e quindi una mancata presentazione della lista dei 5 Stelle alle amministrative palermitane della primavera 2017. “Non presentare lista alle Comunali a Palermo – conclude Cancelleri – per me è impensabile, ma questa è una mia opinione: molti vorrebbero votare per il M5s”.

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