La deputata regionale del M5s in Sicilia Claudia La Rocca ha ricostruito davanti ai pm della procura di Palermo quanto accaduto la notte in cui vennero preparati i documenti per presentare le liste alle comunali 2012. La Rocca è stata inizialmente sentita come testimone, ma in seguito la sua posizione si è trasformata in indagata. Ora rischiano l’incriminazione nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false almeno una trentina di persone: infatti stando al testo unico del 1960 che disciplina la materia elettorale devono essere puniti non solo coloro che hanno modificato le carte per la candidatura, ma anche tutti coloro che ne hanno beneficiato e quindi tutti i candidati alle amministrative passate.

Il caso sollevato da la trasmissione Le Iene nelle scorse settimane, ora rischia di travolgere molti esponenti del Movimento in Sicilia e non solo locali. I parlamentari regionali del M5s all’Assemblea regionale siciliana sono stati sentiti dalla Procura, come persone informate sui fatti. Nei giorni scorsi sono stati sentiti dal Procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrara buona parte dei deputati. Le audizioni si concluderanno il 16 novembre con il leader dei grillini in Sicilia, Giancarlo Cancelleri, la deputata catanese Gianina Ciancio e l’ex presidente della Commissione Ambiente Giampiero Trizzino.

La vicenda sta facendo molto discutere a livello politico. Lo stesso Grillo nei giorni scorsi aveva commentato: “La firma falsa è una firma copiata è l’oscar della stupidità, noi noi riusciamo nemmeno ad essere disonesti. In quella lista lì non è stato eletto nessuno”. Oggi ad attaccare i 5 stelle sono stati i senatori Pd Francesca Puglisi, Stefano Esposito e Salvatore Tomaselli che su Twitter hanno scritto: “Firme false non sono un’ingenuità, sono un reato gravissimo. Negarlo ancora di più. Quando smetterà il M5s di prendere in giro i cittadini? La differenza sta tra chi la cittadinanza la difende e chi la prende in giro”. E poi: “Tra l’onestà e l’omertà. Firme false dimostrano malafede M5s”. E infine: “Ammesse le firme false ora vorremmo sapere i nomi di coloro che sapevano e hanno negato o taciuto il fatto. E’ la solita ‘omertà omertà”.