Angela Merkel non parteciperà al congresso a Monaco dell’Unione Cristiano-Sociale (Csu), “sorella” bavarese dell’Unione Cristiano-Democratica (Cdu), di cui è leader la cancelliera tedesca, interrompendo una lunga tradizione che vede i due partiti, rappresentati unitamente al Bundestag, invitare i rispettivi dirigenti ai propri congressi nazionali.

Gli alleati bavaresi vogliono tetto all’ingresso dei migranti – La scelta, seppur da considerare “storica”, non è un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi mesi, infatti, i rapporti tra Merkel e Horst Seehofer, capo della Csu, si sono incrinati in particolare a causa della politica di accoglienza dei migranti promossa dalla cancelliera, ma contestata aspramente dal leader bavarese. Seehofer ha più volte sottolineato l’urgenza di porre un tetto al numero dei migranti che possono entrare nel Paese. Nonostante le critiche, Merkel ha mantenuto la promessa di dare ospitalità ai rifugiati siriani e ha ribadito la necessità di non chiudere le frontiere tedesche. Nel 2015 il paese ha accolto circa 800mila persone. Un sondaggio effettuato a settembre dalla TNS Emnid ha rivelato che il 60% dei tedeschi si dice favorevole alla fissazione di una quota massima di profughi in entrata. Secondo il quotidiano tedesco Bild i due leader sarebbero vicini ad un compromesso, ma rimangono ancora delle divergenze da appianare.

Merkel teme di essere contestata al convegno della Csu – Nei giorni scorsi erano circolate sui media tedeschi informazioni secondo cui la cancelliera avrebbe rinunciato alla partecipazione per “evitare fischi o forti contestazioni” che sarebbero potuti venire dalla platea dei congressisti bavaresi. Merkel peraltro, sempre secondo indiscrezioni, in una riunione della presidenza del partito aveva già lasciato intendere che una mancata partecipazione non sarebbe stato un dramma.

Manifestazioni a Monaco contro gli immigrati musulmani – Questa estate, dopo l’attentato di un 18enne tedesco di origine iraniana che aveva provocato il 23 luglio la morte di 10 persone in un centro commerciale della capitale del land bavarese, alcuni cittadini avevano attaccato verbalmente – definiti “maiali”, “figli di puttana” – diversi immigrati di fede islamica che erano scesi in piazza per commemorare le vittime.

Episodi di tensione contro gli immigranti, in particolare musulmani, si susseguono da mesi in tutta la Germania. Si tratta di iniziative promosse soprattutto dai gruppi dell’estrema destra tedesca, come ad esempio il corteo organizzato il 9 gennaio scorso da Pegida a Colonia dopo le molestie nella notte del 31 dicembre 2015 nella città che avevano portato ad almeno 379 denunce per violenza sessuale.