Sì, avete letto bene, nei primi sei mesi 2016 gli ebook hanno registrato una crescita del 54,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, passando dai 26.908 titoli dello scorso anno ai 41.538 dell’anno in corso. Il dato è stato comunicato da Federico Motta, presidente Aie (Associazione Italiana Editori), durante la BuchMesse, la fiera del libro che si è tenuta dal 19 al 23 ottobre a Francoforte.

In altre parole sono stati proposti più libri in formato digitale che in versione cartacea. Indubbiamente a questo boom hanno contribuito anche i self-publisher con la autopubblicazione delle loro opere.

Sempre secondo Aie, alla fine del 2015 il mercato ebook rappresentava una quota del 4,2% dei canali trade raggiungendo un valore pari a 51milioni di euro, vale una crescita del 25,9% rispetto al 2013, un andamento confermato anche nel 2016.

Però il digitale non è solo ebook. Comprende, infatti, ebook più banche dati e servizi web ad aziende e professionisti, e nel 2015 valeva circa 279 milioni di euro (+16,9% rispetto al 2014), rappresentando l’11% del mercato. Vale la pena sottolineare che, nel 2011, questo stesso mercato raggiungeva solo il 5,2%.

Questo significa senza ombra di dubbio che gli ebook stanno lentamente conquistando i lettori italiani. E hanno convinto anche gli editori che stanno scoprendo il vantaggio di riproporre i libri fuori catalogo in versione digitale. Ormai quasi tutti gli editori pubblicano contemporaneamente la versione cartacea e quella digitale, finalmente hanno compreso che questo si traduce in una scelta più ampia per il lettore e una maggiore possibilità di vendita.

Ma pubblicare non significa vendere, infatti in Italia si continua a scrivere molto e leggere poco. Le copie vendute registrano nei primi sei mesi del 2016 un calo del 2,9%, indubbiamente più contenuto rispetto al 5% del 2015, ma ancora negativo. Chissà se nel 2017, con la complicità delle nuove fiere dedicate ai libri, riusciremo a tornare al segno positivo? A proposito di fiere, non mi ero sbagliata: Tempo di Libri ha scelto di affidare la squadra dedicata al digitale a Nina Klein che vanta una grande esperienza internazionale.

E infine una curiosità. Quali sono i più grandi editori al mondo? Difficile rispondere, ci ha provato Publishers Weekly pubblicando la classifica, considerando il fatturato, dei primi 57 editori mondiali. La vecchia Europa – Uk, Germania, Olanda – piazza ben quattro editori tra i primi cinque, la Cina tallona al sesto posto.

E l’Italia? Compare solo alla 35° posizione con Messaggerie/Gems. Il gruppo editoriale Mauri Spagnol-Gems controllato al 77,7% da Messaggerie Italiane, il più grande distributore italiano che però, non ha grandi catene di librerie al contrario di Mondadori che è al 37° posto.

Il dato interessante è proprio questa commistione nel mercato editoriale del nostro Paese in cui alcuni, come Modadori, Giunti e Feltrinelli, fanno tutto: editori, distributori e rivenditori: editori, distributori e rivenditori generando una grande confusione.