Da un lato l’affondo di quattro parlamentari del Pd sulla sponsorizzazione di Intralot, colosso delle scommesse, alla Nazionale di calcio. Dall’altra, la risposta del Movimento Cinque Stelle, che accusa di “ipocrisia” il senatore Franco Mirabelli, primo firmatario della legge sul riordino dei giochi e mercoledì primo a far notare l’inopportuno matrimonio tra gli Azzurri e la società di betting. Nel mezzo, il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi, Pier Paolo Baretta, fotografato mentre ‘testa’ una slot machine durante l’Enada, la fiera del gioco d’azzardo. “La sua visita premurosa – denuncia il senatore grillino Giovanni Endrizzi – mostra la doppia

Baretta, sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi, mentre “testa” una slot

faccia del Governo e del Pd su questo tema”. Ma anche Mirabelli finisce nel mirino del deputato pentastellato: “E’ un ipocrita d’azzardo, perché prima ha convocato l’amministratore delegato di Intralot e altre 14 sigle lobbyste di azzardopoli durante la discussione sul suo ddl di riordino del settore, poi si lamenta dell’accordo tra la stessa Intralot e la Figc”. Secca la risposta di Mirabelli, che oggi è tornato a chiedere alla Federcalcio di revocare la sponsorizzazione: “Endrizzi è poco lucido, la sua è una polemica ridicola”.

Da Coverciano, insomma, la battaglia si sposta in Parlamento, dove da tempo è in corso una partita ‘calda’ su un tema delicato e lungamente dibattuto come quello sul giro di vite a società di scommesse, slot machines e sale giochi. “A che gioco gioca Mirabelli? La legge per abolire totalmente la pubblicità dell’azzardo viene tenuta ferma dalla maggioranza da oltre un anno sia alla Camera che al Senato, nonostante sia condivisa da larga parte anche del Pd”, affermano Endrizzi e il deputato Matteo Mantero, primi firmatari in entrambi i rami del Parlamento dei disegni di legge per abolire totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo. “Del resto Mirabelli è colui che si è fatto scrivere il disegno di legge da Italo Volpe, allora ai Monopoli di Stato – continua Endrizzi – C’è una sola soluzione per iniziare seriamente a metter fine ad azzardopoli: vietare qualsiasi tipo di pubblicità sul gioco d’azzardo. Legge semplice, di pochi articoli, ferma da oltre un anno a Camera e Senato”.

Per il senatore pentastellato, il nodo è legato ai 15 rappresentanti di società portatrici di interessi ascoltate in Commissione Finanze lo scorso marzo, a fronte di tre sole associazioni che si battono nella lotta alla ludopatia. “Uno squilibrio palese, che evidenzia come la premura sia quella della tutela delle lobby più che dei cittadini”, dice a ilfattoquotidiano.it. Opposta la versione di Mirabelli: “Trovo quella di Endrizzi una polemica ridicola, crede forse di avere il monopolio nella difesa della legalità e delle ludopatie”, ribatte a il parlamentare dem, capogruppo del Pd in commissione Antimafia. Poi spiega: “E’ assurdo che metta in discussione la possibilità per un rappresentante di un consorzio (l’amministratore delegato di Intralot Emilio Iaia è a capo di Giochi e Società che consocia diverse agenzie, nda) di essere audito in commissione”. E l’elenco definito ‘squilibrato’ da Endrizzi? “Non l’ho fatto io. Molto più semplicemente la commissione ha accettato tutte, e sottolineo tutte, le richieste giunte – conclude Mirabelli – Tra l’altro senza che i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle chiedessero di depennare qualcuno. Capisco che a Endrizzi dispiaccia che il Pd abbia stigmatizzato prima di loro la scelta della Figc, ma credo che con le sue dichiarazioni dimostri poca lucidità”.