Sette condanne, tra cui quelle a quattro anni di carcere per l’ex presidente di Amsa (la municipalizzata milanese dei rifiuti) Sergio Galimberti e a 3 anni e mezzo di reclusione per l’imprenditore brianzolo Paolo Genovese. Il tribunale di Milano ha concluso così il filone di sua competenza dell’inchiesta dell’indagine Clean City della Procura di Monza sul cosiddetto ‘Sistema Sangalli’, che riguardava un giro di presunte tangenti nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti e dei servizi ambientali in alcuni comuni di Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia per un valore complessivo di oltre 260 milioni e che nel novembre 2013 portò a diversi arresti.

La sentenza, le cui motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, è stata emessa dalla quarta sezione penale presieduta da Oscar Magi e riguarda gare d’appalto di Amsa e Metropolitana Milanese. I giudici, che hanno assolto due degli imputati, hanno inflitto pene che vanno dai 4 anni per Galimberti a un anno e 300 euro di multa (con sospensione condizionale) per quattro imprenditori del settore. Condannato a tre anni anche Sebastiano Paolo Porretta per il quale è stata anche dichiarata la “estinzione del rapporto di impresa con Mm spa” e disposta la confisca di 30mila euro.

Agli imputati erano contestati a vario titolo i reati di corruzione e turbativa d’asta per gli appalti dell’Amsa e della Metropolitana Milanese, compresi spurghi, manutenzione tombini e griglie corsi d’acqua assegnati fra il 2002 al 2012 per un valore di 13,5 milioni.

L’ex numero uno di Amsa è stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per 5 anni e si è visto poi confiscare 600mila euro. E’ stato condannato a versare, come provvisionale, 150mila euro ad Amsa, 50mila euro a MM e 100mila euro al Comune di Monza. Genovese e Porretta sono stati condannati al pagamento in solido anche di una provvisionale di 150mila euro sempre a MM spa e solo Porretta 50mila euro al Comune di Milano. Per tutti i condannati è stata disposta l’incapacità di trattare con la pubblica amministrazione.