Una bomba è scoppiata a Manhattan, nel quartiere di Chelsea, alle 20.30 di sabato sera. Per ora “non emergono collegamenti con il terrorismo“, ha detto il sindaco di New York, Bill de Blasio, spiegando che 29 persone sono rimaste ferite (tutte dimesse dopo breve ricovero) e una è grave ma non in pericolo di vita. L’ordigno era nascosto in un cestino dei rifiuti all’angolo tra la 23esima strada e la Sixth Avenue. La deflagrazione ha causato il panico nel cuore della città, dove domani sono attesi quasi 200 capi di stato e di governo per il summit sui rifugiati e i migranti e l’assemblea generale dell’Onu.


Un secondo ordigno, una pentola a pressione con fili elettrici collegati a un telefonino che fuoriuscivano dal coperchio, è stato trovato inesploso a quattro isolati di distanza. Accanto è stato trovato un pezzo di carta con qualcosa scritto sopra. Secondo fonti della polizia, citate dalla Cnn, la bomba inesplosa assomiglia a quella che causò la morte di tre persone durante la maratona di Boston, nel 2013. Per quell’attentato è stato condannato morte il ceceno Dzhokhar Tsarnaev. Suo fratello Tamerlan fu ucciso dalla polizia durante la fuga. Si è invece rivelato un falso allarme quello relativo a un pacco sospetto trovato sulla 27esima strada, a pochi isolati dalla 23esima dove è avvenuta l’esplosione: si trattava di una 24 ore.


Il timore di attentati è altissimo nella Grande Mela, a due mesi dalle elezioni presidenziali. E l’allarme si era alzato ulteriormente sabato pomeriggio quando una bomba improvvisata è esplosa nella città di Seaside Park, in New Jersey, lungo il percorso di una maratona di beneficenza a favore di una fondazione non profit legata ai militari della Marina, a cui dovevano partecipare 5mila persone. Anche in quel caso l’ordigno si trovava in un contenitore della spazzatura e un altro è stato ritrovato poco distante. L’Fbi sta indagando sugli eventuali collegamenti tra i due episodi. Comunque un funzionario Usa riferisce che per indagare sull’esplosione nel quartiere di Chelsea è stata chiamata una Joint Terrorism Task Force. Si tratta di un gruppo agenzie di funzionari federali, dello Stato e locali. “Al momento non c’è ragione per credere che ci sia un’ulteriore minaccia, ma a titolo precauzionale schiereremo mille unità di polizia dello Stato di New York e della guardia nazionale” per la sicurezza degli obiettivi sensibili come le stazioni ha detto il governatore di New York, Andrew Cuomo.

Il sindaco de Blasio, arrivato nel West side di Manhattan dopo le prime notizie, ha subito dichiarato che “è un atto intenzionale ma al momento non vi sono prove di una connessione terroristica” e ha anche assicurato che “dopo l’11 settembre New York è diventata la città meglio attrezzata al mondo per affrontare i pericoli del terrorismo. Qualunque sia la causa, qualunque sia l’intenzione, New York non si lascerà intimidire. Non permetteremo a nessuno di cambiare chi siamo o il modo in cui viviamo la nostra vita”. La polizia sta esaminando i video delle telecamere della zona e in alcuni si vede qualcuno abbandonare qualcosa. “Le esatte cause dell’esplosione avvenuta a Manhattan non sono ancora state determinate”, ha detto in conferenza stampa il commissario della polizia di New York, James O’Neill. La polizia ha raccolto ed esaminato tutti i video e ha lanciato un appello a chiunque possa fornire altre immagini o testimonianze. Per ora, hanno riferito gli investigatori, non ci sono sospetti.

Mezzi pubblici bloccati. “Fumo e caos, c’erano autobus contromano” – L’esplosione si è verificata in uno dei quartieri più affollati e vivi di Manhatta a un paio di isolati dal Flatiron Building. Proprio nel punto in cui è stato piazzato l’ordigno ci sono due tra i più grandi supermercati di New York, Trader Joès e Fairway. Più a ovest c’è Wholefoods. Secondo quanto ha riferito l’emittente della città New York 1, non c’è stata alcuna evacuazione di edifici. La zona è stata però transennata e isolata dalla Quinta all’Ottava avenue, mentre alcune linee della metro venivano bloccate e i bus dirottati altrove. Nel frattempo sono arrivati gli agenti dell’Fbi e i funzionari del ministero dell’Interno, insieme alle prime immagini e alle prime notizie di un ordigno esploso dentro o vicino ad un cassonetto delle immondizie. “C’era tanto fumo e molto caos. Autobus che andavano contromano, locali che chiudevano frettolosamente, tutto ha chiuso subito”, ha raccontato alla Cnn un testimone che si trovava nei pressi del luogo dell’esplosione.

Trump dà la notizia prima delle autorità: “Dobbiamo usare le maniere forti” – Mentre avveniva la deflagrazione Barack Obama e Hillary Clinton parlavano a un gala di raccolta fondi della Black caucus foundation, a New York. Un funzionario della Casa Bianca ha detto che il presidente è costantemente informato della situazione. La candidata democratica ha detto che il Paese deve sostenere i primi soccorritori e “pregare per le vittime”. “Prima di giudicare dovremo capire meglio cosa è successo, avere informazioni precise, capire i moventi di questi persone, capire chi si cela dietro questi incidenti. Dobbiamo essere vicino alle vittime – ha aggiunto -. C’è una indagine in corso, siamo in contatto con diversi funzionari della polizia di New York e vedremo cosa ci diranno. Potremo dire di più quando conosceremo i fatti. Credo sia importante conoscere i fatti prima di tutto, soprattutto quando ci sono incidenti come questo”

Molto meno cauto il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, che ha annunciato ieri sera lo scoppio di una “bomba” mentre i soccorsi si recavano sul posto e prima che le autorità della città rendessero noti i dettagli dell’attentato, ha commentato: “È una cosa terribile quella che sta succedendo nel nostro mondo, quello che sta avvenendo nel nostro Paese, dobbiamo essere tenaci e intelligenti e vigili, dobbiamo usare le maniere forti e metteremo fine a tutto questo”. Trump mezz’ora prima aveva tenuto in discorso in Colorado.

Farnesina: “Nessun italiano coinvolto”
Nessun italiano è stato coinvolto nell’esplosione di New York” fa sapere la Farnesina aggiungendo che “l’unità di crisi, attraverso il Consolato generale a New York, è in contatto con le autorità locali e ha inoltre pubblicato sul sito Viaggiare sicuri un avviso ai connazionali suggerendo loro di tenersi lontani dall’area e attenersi alle indicazioni delle autorità del posto”.