Sobrietà, orgoglio nazionale, spirito europeista, ma anche critiche feroci. Dopo la morte dell’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sui social piovono decine di migliaia di testimonianze, anche solo con un tweet di 20 caratteri, per ricordare  l’ex governatore della Banca d’Italia che nel maggio del ’99 successe ad Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale. Tra i primi a ricordarlo è Rosario Fiorello, il presentatore tv ha scritto su Twitter: “Imitato per anni . Ci chiamò in diretta a “W radio2”. Dotato di ironia come tutti i Livornesi . Addio Presidente”. Anche l’attore Giulio Base si accoda alle cordoglio: “Hai ridato dignità all’Inno, alla bandiera, all’Italia tutta. Grazie #CarloAzeglioCiampi”. Non è da meno Lapo Elkann che estrapola una delle tante citazioni ciampiane sempre su Twitter: “Sentitevi orgogliosi di essere italiani” #Ciampi”.

Nutrito oltremodo il capannello di giornalisti e addetti ai lavori nel mondo della politica ad intervenire sul web. Andrea Vianello, ex direttore di Rai3, scrive “Un grande Presidente. Un uomo che ci ha ricordato di amare l’Italia. Un enorme grazie per quello che ha fatto e quello che è stato”. La conduttrice di La7 Myrta Merlino ricorda gli attimi più delicati della lunga e faticosa creazione dell’Unione Europea: “A lui abbiamo guardato nell’ora più difficile. Lui ci ha rimesso il tricolore in mano”. David Sassoli si sofferma invece su una serie di riferimenti storici che hanno visto protagonista Ciampi ancora prima di far parte delle istituzioni italiane: “Antifascista, partigiano, Governatore della Banca d’Italia. Onore a un grande italiano”.

Ma non sono ovviamente solo le figure di spicco del mondo della spettacolo, della tv e del giornalismo a ricordare l’ex presidente originario di Livorno. Tra i cittadini comuni c’è chi evoca un episodio buffo come Vincenzo De Rosa che twitta “E’ morto #Ciampi, il decimo Presidente della Repubblica. Quello che firmava le mille lire”; oppure scatta inevitabilmente la playlist presidenziale che vede Ciampi, come testimonia Daniele Viotti, sul podio a contendersi l’affetto nazionale con Sandro Pertini: “Non voglio fare classifiche, ma dopo Pertini, #Ciampi è il presidente cui mi sento più affezionato e da cui ho imparato di più. Ci mancherà”. C’è invece chi preferisce commentare direttamente gli insulti di Matteo Salvini, come Massimo Canducci che sentenzia: “Incommentabili gli insulti a #Ciampi. Siamo un popolo che non conosce la sua storia e non sa distinguere tra statisti e malfattori”. L’idea originalissima di Paolo Baviera (“Per ricordare #Ciampi esponiamo alle finestre delle nostre case il tricolore: sarebbe fiero di noi!”)  risulta molto retwettata sul web, mentre Daniele Rippa ricorda un altro aspetto della vita da “banchiere” dell’ex presidente della Repubblica: “Aveva scelto l’uomo vitruviano per la moneta da 1 € perché vedeva nell’uomo la misura di tutte le cose. Ciao #Presidente. #Ciampi”.

Il lapidario e ironico tweet di Roberto Mosca, “È morto quello sbagliato #ciampi”, fa il paio con addirittura il tweet online pubblicato da Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea: “Le mie condoglianze a tutti gli italiani per la scomparsa di Carlo Azeglio #Ciampi. Perdiamo oggi un grande Italiano e un grande Europeo”. Fuori dal coro su Facebook è Marco Grosoli, “Addio dolce principe, insegna agli angeli come separare una banca nazionale dal ministero del Tesoro, spianando in tal modo la strada a un inesorabile e forse irreversibile sfacelo economico”.  Ragionamento oggettivo e per nulla mancante di rispetto al defunto presidente che però si perde i una mare di tweet un po’ meno raffinati e insultanti come il delirio di ‏@Adriano_Gir  – “Col tempo, prima o poi,  si ritrovano tutti nel luogo che li ha generati l’inferno #Ciampi #Andreotti #Cossiga #Gelli – o ‏@sabrinaganzenua  che scrive: “Una pensione ed un vitalizio d’oro in meno”. Infine, da ricordare il seguitissimo account del collettivo Wu Ming su cui, durante la prima ora dopo l’annuncio della morte di Ciampi, sono apparsi tweet alla memoria del cantautore altrettanto livornese Piero Ciampi, fino al tweet finale sulla questione: “L’amore per la Patria. Il tricolore garrisce al vento. Siam pronti alla morte. E poche pippe! Tutti d’accordo. Bene così”.