Bernardo Caprotti è pronto a cedere Esselunga. L’operazione potrebbe cominciare già domani, quando è convocato un consiglio di amministrazione del gruppo dei supermercati. Secondo quanto racconta Repubblica l’azienda sceglierà la banca d’affari americana Citigroup per gestire questa fase, compresa la negoziazione di una partecipazione di controllo nella società della grande distribuzione. Tra i gruppi interessati all’acquisto, secondo fonti finanziarie, c’è il fondo statunitense Blackstone, che è disposto ad acquisire fino al 60 per cento. Si sarebbe fatto avanti anche il fondo britannico Cvc. Non manca neanche Walmart, che già nel 2004 sembrava vicino a concludere l’accordo per comprarsi Esselunga: in quel caso a cambiare idea fu Caprotti.

L’unica cosa certa è che questa volta Caprotti, 91, è deciso nel tentativo di dare un futuro all’azienda che ha fondato nel 1957. Alla base della decisione i dissidi con i figli di primo letto, Giuseppe e Violetta, e la difficoltà di creare una gestione con l’altra figlia, Marina, avuta con la moglie attuale. Una divisione consensuale del patrimonio sarebbe quasi impossibile, così – per non pregiudicare il patrimonio messo insieme in quasi 60 anni – Caprotti preferisce far entrare altri gruppi industriali.