“La battaglia finale per Sirte è iniziata”. Lo ha annunciato un portavoce delle forze fedeli al governo di unità nazionale in Libia, secondo quanto riporta Al Arabiya. “Le nostre forze sono entrate nelle ultime aree in mano all’Isis” nella città da cui i militanti dello Stato islamico sono stati allontanati anche grazie ai bombardamenti aerei statunitensi iniziati a luglio.

Intanto Emergency ha annunciato l’interruzione delle attività nell’ospedale di Gernada, nell’est del Paese, a seguito di “gravi episodi di violenza da parte delle forze di polizia locale all’interno della struttura”. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è confermata da un comunicato dell’organizzazione. La decisione, precisa Emergency, è stata presa “in accordo con il ministero della Sanità“, al quale l’organizzazione ha offerto “la sua disponibilità a intervenire in altre zone del Paese”.

“E’ stata – spiega Emanuele Nannini, vice coordinatore dell’Ufficio Umanitario della ong – una decisione sofferta, soprattutto in un momento di grande incertezza come quello che il Paese sta vivendo. Tuttavia, nonostante le ripetute rassicurazioni da parte delle autorità locali, a Gernada non c’erano più le condizioni essenziali per garantire la sicurezza dei pazienti e dello staff“. “Dopo aver assistito a ripetuti atti di violenza da parte della polizia locale, anche nei confronti del nostro personale libico, abbiamo deciso di sospendere le attività dell’ospedale. Non potevamo rimandare oltre questa decisione, ma siamo molto preoccupati per la popolazione: il sistema sanitario libico è collassato e ancora una volta saranno i civili a pagare le conseguenze del caos in cui la Libia è sprofondata a partire dal 2011”.

Emergency aveva aperto il Centro chirurgico di Gernada lo scorso 12 ottobre per curare i feriti dei combattimenti nelle zone di Bengasi e Derna. “In 10 mesi, presso il Centro chirurgico, i nostri medici e infermieri hanno curato 1.400 persone. Nello stesso periodo, siamo stati impegnati anche nella formazione dello staff locale per la gestione dei feriti di guerra. Con la nostra partenza, lo staff locale e l’ospedale, che abbiamo completamente ristrutturato ed equipaggiato, rimangono a disposizione delle autorità sanitarie libiche. Insieme al ministero della Sanità libico, Emergency sta valutando diverse opzioni per riprendere quanto prima le attività di assistenza chirurgica alle vittime di guerra in una diversa località”.