La cronaca anche non recente degli attacchi terroristici di matrica islamica ci ha mostrato molte storie di fratelli uniti nella scelta di un destino di morte. La loro e quella di migliaia di innocenti. Dall’11 settembre a Charlie Hebdo, da Boston al Bataclan. Der Spiegel ha raccontato un altro vissuto: quello di Mourad Laachraoui, fratello di Najim componente della cellula entrata in azione a Bruxelles il 22 marzo

Mourad, invece, è un campione sportivo e parteciperà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro come rappresentante del Belgio per il taekwondo. Il giovane atleta a maggio ha vinto l’oro ai campionati Europei e i suoi profili social sono pieni di immagini e post delle sue vittorie.

La mattina del 22 marzo si trovava nel laboratorio della sua scuola, la Haute École Économique et Technique, poco lontano dall’aeroporto dove il fratello si è trasformato in un kamikaze contribuendo a far morire 32 persone e a ferirne decine. La notizia dell’attentato gliela diede un compagno di scuola che con il cellulare gli mostrò le immagini del massacro. Mourad e Najim, cresciuti insieme nella stessa casa a Bruxelles, nel quartiere Schaerbeek, non si vedevano da tempo: dal 2013 da quando Najim era partito per la Siria. È da quel quartiere che era partito il commando dell’aeroporto.

Benché sia il campione europeo Mourad potrebbe non combattere per una medaglia perché sarà un sostituto, ma fa impressione pensare che partirà per Rio dallo stesso aeroporto dove il fratello e gli altri soldati di Daesh hanno fatta una mattanza. Alla domanda del giornalista tedesco se fosse in collera con il fratello il giovane sportivo risponde di no. “È terribile quello che ha fatto, ma sono per lo più arrabbiato con le persone che lo hanno portato a farlo. Mi manca come fratello. Ma non mi manca per quello che ha fatto”.