È bastato un solo tweet per mandare avanti di decenni l’Italia nella storia della televisione, del costume, dei diritti civili…ecc ecc
I fatti: RaiDue manda in onda in prima serata il primo episodio di una popolarissima serie tv americana, “How to get away with murder” ossia “Le regole del delitto perfetto“, andata in onda su Sky e qualcuno (possibile che in caso come questo non si debba sapere chi ha dato il “visto si stampi”?) decide di alterare la puntata tagliando le parti in cui due uomini gay hanno rapporti sessuali.
Nulla di nuovo.

Era già successo con il film “I segreti di Brokeback Mountain” e mille altre volte prima. Le proteste dei telespettatori erano cadute nel vuoto. Ricadeva tutto sotto il cappello del fatto che Mamma Rai debba essere funambola tra le istanze dei telespettatori, della Chiesa, degli autori del prodotto e che i tagli fossero un male necessario dettato dal “comune senso del pudore”.
Questa volta però una nuova gestione ha approfittato dell’ennesima ingiustizia per dimostrare che la Rai è altro e che l’Italia può essere altro.

Viale Mazzini ha preso in mano la situazione e ha deciso che non sarebbe stato il pubblico più bigotto, la chiesa, il Moige, Casa Pound, la nonna del vicino a decidere cosa sia corretto mandare in onda. Si è presa la responsabilità di decidere in autonomia cosa sia lecito dare al suo pubblico. E ha dato così un segnale forte. Un segnale che altrove è vissuto come atto dovuto, ma che in Italia accade per la PRIMA volta: Raidue si è scusata per l’eccesso di pudore (leggi PERBENISMO) e trasmetterà di nuovo la puntata in versione integrale.

Qualcuno ha detto che ciò sia stato dovuto ai “cinguettii” arrivati da Oltreoceano dalla creatrice della serie piuttosto che da uno degli sconosciuti attori, a mio parere questo appartiene all’imperante “bastiancontrarismo” che rende immobile questo paese.

Che la tv pubblica in un paese come l’Italia (abituata a petizioni che nascono, indignano e muoiono sui social senza che sortiscano alcun effetto) decida di scusarsi coi telespettatori è un precedente straordinario. La Rai, l’artefice dell’alfabetizzazione del Paese nel dopoguerra si sta finalmente assumendo il compito dell’alfabetizzazione civica di questo paese così indietro rispetto ai suoi vicini.

Quindi, al di là delle sterili polemiche sulla “forma” del tweet in questione (pudore sì o no? Blah blah) resta la potenza di riuscire in pochi caratteri a cambiare la storia della tv italiana, di essere i primi a battere un sentiero giusto…una strada che negli altri paesi è asfaltata, ma che da noi non esisteva nelle mappe.