La procedura d’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea il prima possibile e una nuova linea politica che sia focalizzata su “crescita e investimenti, meno austerity e burocrazia” perché “siamo davanti a un bivio”. Matteo Renzi parlando davanti a Camera e Senato in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno ha definito il risultato del referendum sulla Brexit “un macigno sulla storia dell’Unione europea” e presentato la posizione dell’Italia. Oggi sono iniziati i colloqui tra i leader europei. Se Londra prende tempo (“Prima di uscire serve un piano”), Germania e Francia chiedono invece di velocizzare la procedura: “Temporeggiare non serve”.

Il presidente del Consiglio arrivando al vertice di Berlino ha ribadito: “Dobbiamo dimostrare che l’Europa non solo è un grandissimo luogo di pace e ha visto crescere economie e valori. Ora va valorizzato ciò che ci unisce, l’Europa sociale, dei musei, del volontariato, degli asili, non solo l’Europa delle procedure e delle banche“. E ha aggiunto: “C’è un “bisogno forte di dare gambe e cuore al progetto europeo per i prossimi decenni”. Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi, riuniti a Berlino, hanno fatto sapere di essere d’accordo nel non aprire colloqui formali o informali con Londra prima che la Gran Bretagna presenti formale richiesta di attivazione dell’articolo 50 del Trattato.

Il presidente del Consiglio italiano in Aula si è rivolto alle altre forze politiche, “in particolare a quelle che credono nelle grandi famiglie europee”, e ha chiesto collaborazione: “Penso sia ora di provare insieme a far sentire la voce dell’Italia indipendentemente dalle posizioni nazionali”. Quello che è successo secondo Renzi “non può essere minimizzato”: “Siamo di fronte a una vicenda storica, chi cercasse oggi di minimizzare o di strumentalizzare ciò che è avvenuto commetterebbe un errore politico”. In merito all’articolo 50 che aprirà il negoziato per luscita dall’Ue della Gran Bretagna ha aggiunto: “Non entro nel merito. Sono dinamiche che affronteremo in sede europea. Ma l’Italia dice che tutto può fare l’Europa tranne che aprire per un anno una discussione sulle procedure dopo aver discusso un anno sulle trattative. Così si perde di vista il messaggio del referendum“.

Germania: “Finché Uk non decide è membro a tutti gli effetti”. Media: “Juncker deve dimettersi”
La posizione di Renzi è diversa da quella più attendista della cancelliera Angela Merkel che nelle scorse ore aveva ricordato che “fino a quando non avrà deciso, il Regno unito resta membro a tutti gli effetti”. Il suo portavoce ha poi aggiunto che la Germania rifiuta l’avvio di colloqui informali sull’uscita di Londra dalla Ue prima che il governo britannico avvii formalmente la procedura. La cancelliera ha poi però precisato che “anche se ritiene che Londra abbia bisogno di un certo periodo di tempo per far partire formalmente l’uscita dall’Ue, la cancelliera Merkel pensa che “una lunga fase di sospensione” non sia negli interessi di nessuno.

Proprio dai tedeschi è arrivato l’attacco più forte contro il presidente della Commissione Ue, Jean Claud Juncker, che poche ore prima aveva chiesto ai britannici un’uscita veloce. “È giunto il tempo che si dimetta”, si legge sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung in un commento durissimo nelle pagine economiche: “Con tutto il rispetto, Juncker non ha capito nulla”. Juncker, tramite il suo portavoce, ha fatto sapere che non ha intenzione di fare passi indietro.

Francia: “Temporeggiare è surreale”. Mogherini: “Dobbiamo continuare a lavorare insieme”
Contro la posizione attendista della Gran Bretagna è intervenuto l’Eliseo. Temporeggiare sull’uscita dall’Unione europea “è surreale: quando si divorzia si deve abbandonare il letto coniugale”. Questa mattina, il presidente Francois Hollande ha ricevuto il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk a Parigi.

Nel primo pomeriggio partirà per Berlino per l’atteso appuntamento con Angela Merkel e Matteo Renzi. Intanto è intervenuta l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini che dopo un colloquio con Juncker e il segretario di Stato americano John Kerry ha mandato messaggi rassicuranti: “Anche con la Brexit l’Unione Europea è forte come prima e può essere più forte nel futuro. Dobbiamo continuare a lavorare insieme con gli Stati Uniti in questi momenti difficili, prima di tutto per il popolo britannico, per l’Europa e per la nostra partnership”, ha detto Mogherini, sottolineando “l’importanza di tenere completamente informati” gli americani delle “procedure, delle consesguenze, di dove siamo e dove andiamo”.

Renzi in Aula: “L’Europa deve fare una battaglia di giustizia sociale”. Di Battista (M5s): “Noi non siamo euroscettici, vogliamo il referendum sull’Euro”
L’Aula del Senato dopo le comunicazioni di Renzi, ha approvato la risoluzione di maggioranza (151 sì, 73 no e 6 astenuti) che impegna il governo a sollecitare un rapido chiarimento delle implicazioni del referendum britannico, con l’avvio della procedura prevista dall’art. 50 del Trattato sull’Unione europea e a confermare “il tradizionale impegno europeista dell’Italia”. Via libera anche alla risoluzione della Lega presentata da Calderoli, a quella di Ala presentata da Barani e alla risoluzione di Forza Italia a firma Romani. La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza con 289 sì e quelle di Forza Italia e del gruppo Misto riformulate. Respinte invece le risoluzioni presentate da Lega, M5s, Conservatori, Sinistra Italiana e Fdi. Approvati gli impegni espressi dalla risoluzione di Alternativa Libera-Possibile, mentre ne è stata bocciata la premessa.

Durante il dibattito alla Camera c’è stato anche un botta e risposta tra il presidente del Consiglio e il deputato M5s Alessandro Di Battista: “Basta con questa storia che noi siamo gli euroscettici”, ha detto. “Io voglio il referendum sull’euro”, ma questo non significa voler uscire dall’Ue, “in questa Europa noi ci ritroviamo, siete voi che l’avete tradita, nell’Europa dei padri costituenti noi ci ritroviamo, siete voi che vi siete convertiti sulla via di Verdini”.

Il presidente del Consiglio durante il suo discorso in Parlamento ha ribadito l’importanza che l’Italia diventi sempre più centrale nella discussione sull’Unione europea: “Non è una questione solo di procedure”, ha detto. “L’italia è pronta a fare la sua parte. Questo può essere un momento di ripartenza. Se il popolo vota e altrove si cerca di mettere la pezza su ciò che il popolo ha deciso, si mina il gioco democratico. Io non vorrei che si potesse pensare di fare finta di niente e che si potesse semplicemente immaginare un percorso molto molto molto lungo, magari in attesa di un altro referendum. Serve questa consapevolezza indipendentemente dalle opinioni del singolo”.

Secondo Renzi è necessario che però ci sia un cambio di linea politica: “Il vertice europeo dovrà essere concentrato sul rilancio dell’Europa e non soltanto sulle procedure di uscita del Regno Unito. L’Europa deve fare una battaglia di giustizia sociale e non soltanto una battaglia di procedure burocratiche. Siamo di fronte a una vicenda storica. Chi minimizza o strumentalizza compie un errore politico. Non ci si può voltare indietro e far finta di niente. Non si può mettere una pezza. Le ragioni per le quali abbiamo criticato dall’interno le istituzioni Ue cercando di portare il nostro contributo sono rese più forti che mai dalle dinamiche voto inglese”.