Il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea: nel referendum sulla Brexit i cittadini britannici hanno votato con il 52% per l’uscita dall’Ue. Il leader storico degli euroscettici dell’Ukip, Nigel Farage, canta vittoria: “Questa è l’alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles”. Alla domanda se Cameron, che ha indetto il referendum nel 2013 e una campagna per rimanere nella Ue, dovrebbe dimettersi Farage ha detto: “Immediatamente“. La decisione del premier arriva in una conferenza stampa a Downing Street poco prima delle 9.30: “Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre” che dovrà guidare i negoziati con l’Ue”.

I primi dati e le prime analisi avevano fatto pensare ad una vittoria del fronte Remain. Poi, via via che i numeri ufficiali hanno iniziato ad affluire, ci si è resi conto che la realtà era radicalmente diversa da quella prospettata da sondaggisti e analisti. I primi ad accorgersene sono stati i mercati che, dopo un apertura entusiastica, spinta dai sondaggi effettuati a urne aperte, hanno fatto segnare una netta inversione di tendenza facendo sprofondare la sterlina a livelli che non conosceva da metà anni ottanta.

Poi sono arrivati i broker, che hanno deprezzato la vittoria del Leave. Uno dopo l’altro sono arrivati i risultati delle periferie, delle campagne, di quelle zone del paese che maggiormente si trovano a dover fare i conti con un mercato del lavoro sempre più difficile, con la paura dell’immigrazione e la frustrazione di non riuscire a garantire un futuro dignitoso per i propri figli. Sono loro i fautori della vittoria del fronte Leave. Una classe popolare spaventata dal futuro, insoddisfatta dal proprio presente, che preferisce compiere un salto nel buio votando la Brexit.

Un evento deflagrante, che porta la firma della destra populista, quella dell’Ukip di Nigel Farage, quella dei conservatori euroscettici di Boris Johnson. Quella di chi ha condotto una campagna – a tratti violenta – contro l’immigrazione e contro l’integrazione. Una vittoria, quella del Leave, che è stata strappata con le unghie e con i denti contro il volere e le previsioni della finanza, contro il volere e le previsioni dei poteri forti, contro i sondaggi, contro gli appelli, contro l’opinione e gli sforzi dei principali partiti e dei leader internazionali. La Brexit ha vinto. Circa 17 milioni di britannici (il 52% degli elettori) hanno segnato il destino del Paese, aprendo una ferita profonda, destinata a far sentire le sue conseguenze anche nel resto del Continente, chiamato ora a fare i conti con un’ondata di euroscetticismo senza precedenti.

La realtà è che il risultato del referendum, consegna alla storia un Paese frammentato e c’è da immaginarsi che le conseguenze, prima ancora che su un piano internazionale, si faranno sentire in terra britannica. Scozia (dove il Remain ha vinto in tutti i 32 distretti in cui è suddiviso il Paese con 1.661.191 voti contro i 1.018.322 andati al Leave, con un’affluenza del 67,2%) e Irlanda del Nord (ha vinto il fonte degli euroconvinti con 440.437 voti, il 55,78% dei voti , contro i 349.442 andati agli euroscettici, con un’affluenza del 62,9%) hanno votato per rimanere, il Galles e l’Inghilterra per uscire. Una frattura che tornerà a far parlare di separazione.

Un’ipotesi ventilata nelle settimane della campagna elettorale, che ha trovato subito conferma nelle in dichiarazioni ufficiali pronunciate questa mattina, a risultati non ancora definitivi. Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha prima espresso soddisfazione per il risultato del suo Paese, sottolineando che “Tutta la Scozia è per il Remain”, aggiungendo poi che vede il futuro del proprio Paese “come parte dell’Unione Europea”.”La Scozia – ha ricordato, parlando prima dell’ufficializzazione della vittoria della Brexit – ha contribuito in modo significativo al voto per restare. Questo riflette la campagna positiva che il Partito nazionale scozzese ha combattuto, sottolineando i benefici dell’adesione alla Ue, e la gente in Scozia ha risposto in modo positivo”.

Reazione speculare anche Irlanda del Nord, dove a parlare è lo Sinn Fein che non ha tardato a far sapere che l’esito del voto accelera il processo di separazione dal Regno Unito. Il presidente onorario del partito repubblicano nordirlandese, Declan Kearney, ha fatto sapere che la vittoria della Brexit deve portare a un nuovo referendum sull’unità dell’Irlanda. “Il governo britannico ha perso ogni mandato che doveva rappresentare gli interessi economici o politici dell’Irlanda del Nord”, ha detto il leader della formazione, l’ex braccio politico dell’esercito repubblicano irlandese (IRA).

 

DIRETTA – ORA PER ORA

Ore 20.13 – Ocse: “Noi contrari ma ora aiuto per transizione” –  L’Ocse, sebbene contraria alla Brexit “non risparmierà ora i suoi sforzi nel supportare il governo del Regno Unito allo scopo di rendere la transizione più morbida possibile e andare avanti nell’agenda economia e sociale del paese”. Lo afferma il segretario generale dell’organizzazione Angel Gurria secondo cui “aiuteremo anche l’Unione Europea e la comunità internazionale a fare fronte al meglio alle conseguenze di questa decisione”. L’Ocse ritiene che “l’apertura, l’integrazione e la diversità renderà le nostre economie e società più forti e giuste. Per questo continueremo a sostenere il progetto europeo”.

Ore 20.10 -Al via petizione per indire secondo referendum – Al via una petizione per indire un secondo referendum sull’appartenenza del Regno Unito all’Ue, dopo quello di ieri vinto dai fautori della Brexit. I promotori della campagna Remain hanno raccolto in poche ore oltre 160mila firme, e il sito ufficiale dedicato alle petizioni è andato in tilt. I firmatari della petizione, come si legge sul sito, chiedono al governo di “varare una regola in base alla quale se il voto per il Remain o il Leave è inferiore al 60% e la partecipazione inferiore al 75%, un nuovo referendum deve essere indetto”. Come prevedono le regole in vigore, il Parlamento dibatterà la questione e il governo risponderà agli organizzatori della petizione.

Ore 19.58 –  Obama: “Transazione nella maniera più consona” – “Ho parlato con David Cameron qualche ora fa e sulla base della nostra conversazione sono convito che la transizione del Regno Unito avverrà bella maniera più consona”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, aggiungendo che le relazioni di Washington con Londra non cambiano. Obama ha inoltre aggiunto di aver parlato anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel. 

Ore 19.06 – Bri: “Coordinamento globale contro incertezze” – “Con una buon coordinamento a livello globale, siamo fiduciosi che l’incertezza” derivante dalla Brexit che ha portato a “un’alta volatilità dei mercati”, “possa essere contenuta e la transizione possa procedere nella maniera più morbida possibile”. Lo afferma in una nota la Bri, la banca centrale delle banche centrali, che nel fine settimana riunirà all’assemblea annuale i governatori dei principali paesi. La Bri rileva come le banche centrali siano “pronte a prendere le necessarie misure per assicurare il funzionamento ordinario dei mercati”

Ore 19.05 – Tusk: “Consiglio europeo verterà su conseguenze” – Il Consiglio Europeo che si terrà martedì 28 e mercoledì 29 giugno a Bruxelles sarà dedicato in buona parte alle conseguenze politiche dell’esito del referendum britannico. Lo spiega il presidente Donald Tusk, nella lettera inviata ai capi di Stato e di governo. Dopo aver parlato della cooperazione con la Nato e delle iniziative della Bei per la sponda sud del Mediterraneo e per i Balcani Occidentali, a cena i leader ascolteranno il primo ministro britannico David Cameron. Mercoledì i 27 capi di Stato e di governo discuteranno “le implicazioni politiche e pratiche della Brexit, partendo dal “processo di divorzio”. Successivamente, “inizieremo una discussione sul futuro dell’Ue a 27”, conclude Tusk.

Ore 18.49 – RBS: “Stop a compravendita euro-sterlina” – Stop alla compravendita sterlina-euro in Gran Bretagna da Royal Bank of Scotland e la sua controllata NatWest che hanno sospeso i servizi di camb io per i clienti. La sospensione colpisce sia le filiali che l’online, dopo che la domanda per la moneta unica è schizzata sulla scia della Brexit. La valuta d’Oltremanica è sprofondata sui mercati, segnando i minimi da trent’anni a questa parte

Ore 18.39 – Prodi: “Brexit può essere utile all’Europa” – La Brexit può risultare “utile” all’Europa, perché potrebbe spingere il Paese leader, cioè la Germania “a decidere per il bene”, e in tal senso la soluzione può giungere lunedì dall’incontro tra Merkel, Hollande e Renzi, “altrimenti il giro di Tusk per l’Europa è inutile”. Lo ha detto Romano Prodi intervistato a Radio24.

Ore 18.38 – Renzi domani a Parigi da Hollande – Il premier Matteo Renzi è atteso domani sera a Parigi per una cena con il presidente Francois Hollande: è quanto riferiscono fonti dell’Eliseo. “Sarà un incontro informale, amichevole, in cui si affronteranno anche le questioni politiche” legate al Brexit, hanno precisato le fonti presidenziali francesi.

Ore 18.28 – Per Berlino cinque paesi a rischio uscita –  Secondo la Germania, sono cinque i paesi dell’Unione europea a rischio uscita dall’Unione europea dopo la Gran Bretagna: Francia, Austria, Finlandia, Olanda e Ungheria. È quanto si legge in un documento del ministero delle finanze tedesco, citato da Hansdelsblatt e Die Welt

Ore 18.19 – Mattarella: “Rispettiamo esito, ma con rammarico” – L’esito del referendum sulla Brexit, “che rispettiamo anche se è motivo di rammarico. Intendiamo riaffermare la validità storica e l’importanza per il futuro dei nostri giovani dell’Unione europea e delle sue prospettive che vanno rilanciate con convinzione”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Lubiana in occasione delle celebrazioni per il XXV anniversario della Repubblica di Slovenia.

Ore 18.18 – Irlanda del Nord no a referendum per uscita da Uk – L’Irlanda del Nord non terrà un referendum per l’uscita dal Regno Unito e la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda dopo la vittoria della Brexit. Lo ha detto la premier del governo autonomo nordirlandese e leader del Democratic Unionist Party, Arlene Foster, escludendo la possibilità di una consultazione referendaria, sulla scia di quanto annunciato stamani dalla first minister scozzese Nicola Sturgeon. “Non ci sarà”, ha detto la Foster rispondendo alla nuova richiesta di referendum avanzata dal vice first minister nordirlandese, Martin McGuinness, esponente dello Sinn Fein ed ex comandante militare dell’Ira. La Foster ha quindi accusato McGuinness di essere un “opportunista”.

Ore 17.35 – Borse, Milano chiude a -12,48. Calo storico – Piazza Affari chiude con l’indice Ftse Mib in caduta del 12,48% a 15.723 punti, sotto soglia 16.000. È il maggior calo mai registrato a Milano, superiore anche al calo del 7,57% registrato l’11 settembre 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Tutte le borse europee chiudono in forte ribasso. Apertura in forte calo per Wall Street

Ore 15.49 – Borse, Milano -10,6% – Si conferma il tracollo alla Borsa di Milano, con l’Ftse Mib che va giù del 10,62% dopo l’avvio delle contrattazioni a Wall Street. Il Banco Popolare cede il 21%, Bpm va giù del 20,7%, Intesa del 20%, Bper del 19,6% e Unicredit del 19,4%. Telecom è stata sospesa per la volatilità con un calo teorico del 14,8%. Come dal mattino resiste la sola Italcementi, in calo dello 0,47% in attesa dell’Opa. In Europa l’indice Euro Stoxx cede l’8,3%, Londra va già del 7,9%, Francoforte del 6,5% e Madrid scivola dell’11,7%.

Ore 15.31 – Wall Street apre in negativo – Effetto Brexit anche su Wall Street che apre col Dow Jones che perde il 2,33% e il Nasdaq il 3,90%. In profondo rosso anche l’indice S&P500 che cede il 2,33%.

Ore 15.25 – Obama: “Assicurare stabilità e sicurezza nel mondo” “Il popolo britannico ha parlato”. Così Barack Obama, che auspica che i negoziati che si apriranno tra Regno Unito e Unione europea “assicurino stabilità, sicurezza, prosperità per l’Europa, la Gran Bretagna, l’Irlanda del Nord e per tutto il mondo”.

Ore 15.23 – Petrolio affonda a 47,54 dollari – Affonda il prezzo del petrolio a New York per effetto della Brexit. Un barile viene scambiato a 47,54 dolllari (-5,13%).

Ore 15.15 – Feed: “Possibili conseguenze per economia americana” – “La Federal Reserve è pronta, se necessario, a fornire liquidità in dollari attraverso i canali esistenti con le banche centrali, per affrontare le pressioni sui mercati globali” esercitati dalla Brexit. Pressioni che “potrebbero avere conseguenze avverse per l’economia americana”. Lo si legge in una nota della banca centrale statunitense.

Ore 15.09 – Morgan Stanley: “Pronto trasferimento di 2mila dipendenti” – Morgan Stanley è pronta a trasferire 2 mila dipendenti dalla sua sede di Londra in un altro Paese dopo la vittoria dei no all’Europa nel referendum sulla Brexit. Ne dà notizia la Bbc che cita fonti vicino alla banca d’affari, secondo cui fra le possibili destinazioni c’è l’Irlanda.

Ore 15.03 – Ministri G7: “Da volatilità possibili effetti sulla stabilità” – I ministri finanziari del G7 “riconoscono che la volatilità dei mercati può avere implicazioni per la stabilità economica e finanziaria ma ricordano che le banche centrali stanno assicurando ai mercati la liquidità necessaria a favorirne il regolare funzionamento”. Lo riferisce una nota al termine della riunione telefonica dei ministri del G7 che precisano di “conservare la propria unità e la capacità di cooperare per la stabilità finanziaria”.

Ore 14.46 – Lagarde urge passaggio soft – “Sollecitiamo con urgenza le autorità britanniche e dell’Ue ad assicurare una transizione morbida verso nuove relazioni economiche tra l’Unione e il Regno Unito, anche chiarendo sulle procedure e sugli obiettivi di base che guideranno questo processo”. Così il direttore generale del Fmi Christine Lagarde sulla Brexit.
“Sosteniamo con forza gli impegni della BoE e della Bce per fornire liquidità al sistema bancario ed evitare volatilità eccessiva sul mercato. Continuiamo -a monitorare da vicino gli sviluppi e siamo pronti a dare il nostro sostegno ai nostri membri serve”.

Ore 14.45 – Putin: “Conseguenze per mondo e Russia” – Il risultato del referendum in Gran Bretagna avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la Russia”. Lo ha detto Vladimir Putin commentando da Tashkent il Brexit. Lo riporta Interfax.

Ore 14.45 – Borsa Milano verso crollo storico –  A questi livelli la Borsa di Milano sta per segnare un crollo storico: Con una perdita del 10,6% l’indice Ftse Mib sta subendo la maggiore perdita da quando è possibile ricostruirne a ritroso l’andamento, dal 1994. L’indice Ftse Mib è operativo dal primo giugno 2009 ed è possibile il calcolo aggiustato anteriore sovrapponendolo al precedente indice Mibtel. Nelle fasi del post crac Lehman il Ftse Mib ricalcolato ha segnato un crollo dell’8,24% il 6 ottobre 2008. L’11 settembre 2001 aveva perso il 7,57%

Ore 14.40 – Plenaria straordinaria del Parlamento Ue – Parlamento europeo ha convocato per martedì una sessione plenaria straordinaria per discutere lo scenario aperto dopo la vittoria della Brexit nel referendum britannico di ieri. Lo ha annunciato oggi il presidente Martin Schulz spiegando che durante la sessione, che coinciderà con il vertice Ue a Bruxelles, il Parlamento adotterà una risoluzione “analizzando i risultati del referendum che descriverà i passi necessari che devono dare istituzioni europee, in particolare il Parlamento europeo”.

Ore 14.28 –  “Inglese resta tra le lingue ufficiali” – L’inglese resterà tra le lingue ufficiali dell’Ue in quanto è la lingua ufficiale “anche di un altro stato membro”. Così fonti Ue. L’Irlanda, oltre al gaelico, ha anche l’inglese.

Ore 14.26 – Fitch: “Impatto negativo sul rating” – La vittoria del Leave rappresenta un fattore negativo per il merito di credito di diversi settori britannici alla luce dell’indebolimento delle prospettive di medio termine su crescita e investimenti e dell’incertezza sui futuri accordi commerciali. È quanto rileva l’agenzia di rating Fitch. “La Brexit avrà un impatto moderatamente negativo sul rating sovrano e, come avevamo già annunciato, a breve rivedremo il giudizio”, afferma l’agenzia internazionale. “Nel medio termine – continua – l’impatto sul rating sarà determinato da fattori quali l’ampiezza e la durata dell’impatto sulla crescita, la misura del deprezzamento della sterlina e il conseguente impatto sull’inflazione, sui prezzi degli asset, sull’occupazione e sui tassi di interesse”.

Ore 14.19 – Juncker: “Vogliamo mantenere funzionari Gb in commissione Ue” –
La Commissione Ue intende mantenere i funzionari Ue di nazionalità britannica. È il senso della lettera inviata dal presidente della Commissione Ue al personale. “In questo spirito di lealtà” che il personale britannico ha dimostrato “lasciando il cappello della vostra nazionalità alla porta” entrando in Commissione, “lavorerò con i presidenti delle altre istituzioni Ue per garantire che tutti noi possiamo continuare a contare sul vostro grande talento“, scrive Juncker.

Ore 14.17 –  Ministro Gb: “Continua rapporto stretto con Ue”
– “Ora cominciamo il lavoro per avviare nuove relazioni con gli amici e gli alleati europei, la Gran Bretagna resta impegnata a cercare la sicurezza e la prosperità di tutta la Ue, vogliamo continuare ad avere una relazione stretta”: lo ha detto il sottosegretario britannico per gli affari esteri, David Lidington, entrando alla riunione dei ministri degli affari europei. Lidington ha precisato che il lavoro di negoziato comincerà quando ci sarà un nuovo premier, e sarà condotto con “spirito di buona volontà”.

Ore 14.07 – Si teme tracollo a Wall Street – Ansia a Wall Street, dove si teme un tracollo in apertura delle contrattazioni (alle 15,30 italiane) dovuto all’effetto Brexit e sulla scia di quanto sta accadendo su tutte le principali piazze finanziarie europee.  Tra gli analisti e gli operatori che già affollano il floor del New York Stock Exchange serpeggia nervosismo: “La giornata di contrattazione di oggi è pessima, la peggiore che ho visto nella mia carriera”, afferma Naeem Aslam, Chief market di Think Forex: “Giornate del genere non avvengono ogni decennio.

Ore 14.06 – Riunione telefonica tra ministri G7 –
Si è tenuta da poco una riunione telefonica tra i ministri delle finanze del G7 per esaminare la situazione economica e finanziaria alla luce dei risultati sul referendum Brexit. Secondo quanto si è appreso si sarebbe trattato di una breve conference call sulla quale sarà diffuso un comunicato.

Ore 13.43 – Biden: “Rapporti Usa – Uk non cambiano” – La relazione speciale tra gli Stati Uniti e il Regno Unito non cambierà, nonostante l’uscita britannico dall’Unione europea. Lo ha dichiarato il vicepresidente Usa, Joe Biden, durante la sua visita a Dublino. Biden ha ribadito che, nonostante lui e il presidente Barack Obama confidassero nella vittoria del ‘remain’, rispetteranno la decisione presa dalla maggioranza dell’elettorato britannico.

Ore 13.40 – Renzi: “Lunedì vertice a Berlino” – “Il nostro Paese ha il dovere di offrire questa solidità anche agli altri partner europei. Per questo siamo impegnati fin da domani con i ministri degli Esteri, a cominciare dai ministri degli Esteri dei Paesi fondatori, e da lunedì quando incontrerò la cancelliera Merkel e il presidente Hollande a Berlino”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la conferenza stampa nella sala dei Galeoni a Palazzo Chigi dopo la Brexit.

Ore 13.22 – Germania e Francia presentano documento comune – Germania e Francia presenteranno domani a Berlino, nell’incontro tra i sei ministri degli Esteri dei Paesi fondatori della Ue dopo il sì alla Brexit, un documento comune, già pronto, sul futuro della Ue. Lo annuncia il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier in una intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung il cui testo viene anticipato.

Ore 13.21 – Labour, mozione di sfiducia a Corbyn – Due deputate laburiste, Margaret Hodge e Ann Coffey, hanno presentato una mozione di sfiducia al leader del loro partito, Jeremy Corbyn, dopo il referendum sulla Brexit. Ne dà notizia la Bbc, secondo cui il documento dovrà essere prima accolto dai vertici del partito e, in caso di parere positivo, messo ai voti.

Ora 13.16 – Renzi: “Rispettiamo decisione, ora voltiamo pagina” – “Il popolo britannico ha scelto, noi rispettiamo la decisione. Ora si volta pagina”. Così il premier Matteo Renzi a Palazzo Chigi.

Ore 13.16 – Per le Borse peggior calo da Lehman Brothers – Le Borse europee, con una perdita in questo momento dell’indice Stoxx 600 del 7,25%, stanno segnando il peggior calo dall’ottobre del 2008 e dalle turbolenze del post Lehman.

Ore 13.11 – Bagnasco: “Monito grave, rischio effetto domino” – Un “monito molto grave che potrebbe creare un effetto domino“, non auspicabile. Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, commentando l’esito del referendum britannico. Secondo il porporato “l’Europa deve cogliere il messaggio di un grande disagio” e “rivedere la propria impostazione dal punto di vista economico e soprattutto dal punto di vista culturale” perché “non si può non rispettare le identità culturali dei singoli popoli come è stato fatto in tutti questi anni, in modo palese o in modo ricattatorio”.

Ore 13.05 – Salvini: “Ora raccolta firme per legge su referendum” – La Lega Nord inizierà la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che permetta agli italiani di esprimersi sui trattati europei sul modello del referendum inglese sulla Brexit. Lo ha detto in conferenza stampa il leader della Lega, Matteo Salvini.

Ore 12.47 – Merkel: “È un taglio netto per l’Europa” – Un “taglio netto” per l’Europa. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel definisce la Brexit. Ma avverte che ora serve un’analisi “calma e composta” dell’esito del referendum. “Ci sono 27 altri Paesi che sono ancora disposti e capaci di non prendere decisioni affrettate e di reagire in maniera calma, tranquilla e con prudenza per giungere a delle decisioni giuste”, ha aggiunto.

Ore 12.37 – Leader scozzese Sturgeon: “Opzione referendum in Scozia è sul tavolo” – L’opzione di un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia è “sul tavolo”. Lo ha detto la first minister scozzese e leader degli indipendentisti dello Scottish National Party, Nicola Sturgeon, riservandosi “passi” per ora imprecisati a tutela dell’appartenenza all’Ue dopo il voto per la Brexit (maggioritario in Inghilterra e nel regno, non in Scozia).

Ore 12.33 – Leader scozzese Sturgeon: “Scozia resti in Ue” – “Farò tutto il possibile perché la Scozia resti nell’Unione Europea e nel mercato unico”, secondo il volere espresso dalla sua popolazione nel referendum. Così la first minister di Edimburgo, Nicola Srturgeon, che ha espresso rammarico per il voto degli inglesi favorevole a Leave e ha avvertito che questo “cambia le condizioni” del rapporto della Scozia con il Regno Unito sancito dal no all’indipendenza scozzese del 2014.

Ore 12.27 – Juncker: “Non è l’inizio della fine dell’Ue” – “No”. Così il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, risponde, incontrando brevemente i giornalisti nella stampa di palazzo Berlaymont dopo aver incontrato i presidenti Donald Tusk (Consiglio Europeo), Martin Schulz (Europarlamento) e Mark Rutte (Consiglio Ue), alla domanda se il risultato del referendum in Gran Bretagna sia l’inizio della fine per l’Ue.

Ore 12.17 – Presidenti Ue: “Accordo Ue-Uk di febbraio cessa di esistere” – L’accordo raggiunto dal premier britannico uscente David Cameron con la Ue nel vertice del 19 febbraio con le concessioni per lo ‘statuto speciale’ del Regno Unito “non entrerà in vigore e cessa di esistere”. E’ scritto nella dichiarazione comune dei presidenti delle istituzioni europee dopo la riunione di crisi nella sede della Commissione europea.

Ore 12.13 – Presidenti Ue: “Al più presto procedure di uscita del Regno Unito dall’Ue” – “L’Unione di 27 stati membri continuerà” affermano i presidenti delle istituzioni europee (Juncker, Tusk, Schulz e Rutte) nella dichiarazione congiunta dopo il vertice di crisi che si è tenuto nella sede della Commissione europea. “Ci aspettiamo che il governo del Regno Unito dia effetto alla decisione del popolo britannico al più presto possibile, per quanto doloroso il processo potrà essere il processo”.

Ore 12.12 – Johnson: “Dispiaciuto per le dimissioni di Cameron, politico straordinario” – “Sono dispiaciuto per le dimissioni di David Cameron da premier, lo considero uno straordinario politico”. Lo ha detto l’ex sindaco di Londra Boris Johnson in una conferenza stampa al quartier generale della campagna Leave a Londra.

Ora 12.09 – Presidenti Ue: “Situazione senza precedenti, risposta unita” – “Il popolo britannico con un processo libero e democratico ha espresso la volontà di lasciare l’Unione europea. Siamo dispiaciuti, ma lo rispettiamo. Questa è una situazione senza precedenti, ma siamo uniti nella nostra risposta”. Lo dicono in una dichiarazione congiunta il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ed il presidente di turno, il premier olandese Mark Rutte.

Ore 12.06 – Ambasciata: “Garantiti i diritti degli italiani” – La situazione dei cittadini dei Paesi membri dell’Unione Europea nel Regno Unito non cambia nell’immediato, almeno per i prossimi due anni. Lo si legge in una nota dell’ambasciata d’Italia a Londra. “Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni – prosegue il comunicato – ha dichiarato che il Governo italiano veglierà sul rispetto dei diritti acquisiti dei cittadini italiani tanto nell’immediato quanto nei futuri negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea”.

Ore 11.54 – Le Pen: “Se vinciamo, referendum entro 6 mesi” – Se il Front National vincerà le elezioni presidenziali nel 2017, Marine Le Pen intende avviare la procedura per un referendum “Frexit“. “Lo chiedo dal 2013 – ha annunciato nel suo quartier generale a Nanterre la presidente del partito – è una consultazione per recuperare le quattro sovranità principali della Francia, territoriale, legislativa, monetaria, economica”. La Le Pen ricorda che sono previsti “6 mesi di negoziati con la Ue” prima di tenere il referendum, poi i francesi “potranno scegliere questa strada che restituirà loro la libertà”.

Ore 11.43 – Cameron annuncia dimissioni alla regina Elisabetta – David Cameron è a colloquio con la regina Elisabetta a Buckingham Palace per annunciarle la sua volontà di dimettersi da premier dopo la sconfitta nel referendum sulla Brexit. Ne dà notizia Sky News.

Ore 11.37 – Bce: “Capitale e liquidità delle banche Ue sono adeguati” – “Le banche dell’Eurozona sono resilienti in termini di capitale e liquidità” per far fronte alla Brexit. Lo assicura la Banca centrale europea in una nota, spiegando che è “in stretto contatto con le banche e i rispettivi organi di controllo” e che sta “monitorando con molta attenzione” l’andamento dei mercati.

Ore 11.32 – Francia, Le Pen: “Ora uscire è possibile” – Esultano gli euroscettici. “E’ una giornata storica, adesso la realtà si è imposta: uscire dall’Unione europea è possibile”: queste le prime parole della presidente del Front National, Marine Le Pen, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Nanterre.

Ore 11.28 – Padoan: “Rischio effetto domino, serve nuova leadership Ue” – “C’è un rischio di effetto domino, questo è uno dei più rilevanti effetti della Brexit”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato dalla Cnn in merito al referendum britannico in cui i cittadini del Regno Unito si sono espressi per lasciare l’Ue. “Dobbiamo riaccendere il modello europeo, abbiamo l’energia e la visione per farlo”, ha aggiunto Padoan, secondo cui “se diamo risposte nazionali non andiamo da nessuna parte, se non verso la disintegrazione”. Il ministro ha spiegato che l’Ue “ha bisogno di una rinnovata leadership“.

Ore 11.09 – Londra, ex sindaco Johnson contestato – Boris Johnson è stato fischiato e contestato da decine di persone, protetto dalla polizia, quando è uscito dalla sua casa nel nord di Londra dopo la vittoria del suo schieramento Leave nel referendum sulla Brexit. L’ex sindaco della capitale, che dopo l’annuncio di dimissioni di David Cameron si prepara alla sfida della leadership conservatrice, dovrebbe fare un annuncio più tardi.

Ore 11.04 – Parlamento Ue: “Nessuno sconto o dilazione a Londra, subito fuori” – Non c’è tempo da perdere, la procedura deve partire subito. E’ quanto chiede la conferenza dei presidenti del Parlamento Ue. A quanto si apprende, i lavori della riunione dell’organismo che riunisce il presidente Schulz e i capigruppo del Pe sono stati interrotti per seguire in diretta l’intervento di Cameron. Diverse fonti riferiscono che non c’è disponibilità ad accogliere le richieste di nuove dilazioni che vengono da Londra. Gianni Pittella ha detto che la risoluzione che sarà discussa e votata martedì dalla plenaria conterrà la richiesta di partire subito con la procedura.

Ore 11.01 – Tusk oggi forse a Roma, poi a Berlino e Parigi – Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sta preparando una agenda per gli incontri con i leader europei alla luce della crisi per il voto nel referendum britannico e in vista del vertice della prossima settimana. Fonti europee riferiscono che l’agenda non è ancora confermata, ma il programma al momento attuale prevede una incontro a Roma col premier Matteo Renzi che potrebbe avvenire già oggi. Nei prossimi giorni, probabilmente lunedì, Tusk dovrebbe incontrare Angela Merkel a Berlino e François Hollande a Parigi.

Ore 10.58 – Mef, comitato di stabilità finanziaria: “Fondamentali sistema bancario solidi” – “I fondamentali del sistema bancario restano solidi. In un contesto di volatilità generalizzata a livello globale, le autorità seguono con attenzione la situazione”. Così il Mef in una nota sulla Brexit diffusa dopo la riunione del comitato di stabilità finanziaria al Tesoro. “Nonostante le ampie escursioni dei prezzi – si legge – l’operatività dei mercati finanziari prosegue secondo le normali modalità”.

Ore 10.45 – Borsa Tokyo, peggior tonfo dall’aprile 2000 – Il tonfo di oggi della Borsa di Tokyo è il peggiore da aprile 2000 e l’ottavo di sempre, più pesante delle perdite legate al default di Lemhan Brothers e al devastante sisma/tsunami del 2011: in una sola seduta, con il panico scatenato dalla Brexit, il Nikkei ha bruciato 1.286,33 punti (-7,92%), crollando a quota 14.952,02, ai minimi del 2016 e degli ultimi 20 mesi.

Ore 10.41 – Moody’s: “Ci sarà prolungata incertezza” – L’agenzia Moody’s commenta in uno studio il voto Uk: “Preannuncia un prolungato periodo di incertezza che peserà su risultati economici e finanziari Uk”. Avrà impatto su investimenti e fiducia nel Paese con effetti negativi sul credito sovrano Uk e degli altri emittenti del Paese, tra l’altro per i possibili cambiamenti nelle relazioni commerciali con la Ue o nei regimi regolatori. Brexit è meno, invece, una preoccupazione sul credito degli emittenti Ue, anche se “i rischi politici nell’unione potrebbero aumentare”.

Ore 10.36 – Trump: “Britannici si sopno ripresi il loro Paese” – “E’ una grande notizia” che i britannici si siano “ripresi il loro paese”. Lo ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, oggi in Scozia per inaugurare il suo Trump Turnberry, esclusivo resort e golf club nella località di Ayrshire.

Ore 10.27 – Cina: “Rispettiamo esito, ora base negoziale Gb-Ue” – “Abbiamo visto il risultato del referendum: lo rispettiamo e auspichiamo che ora Gran Bretagna e Unione Europea possano trovare una base negoziale. Un’Europa stabile è nell’interesse di tutti”. E’ il primo commento della Cina sulla Brexit espresso da Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, durante la conferenza stampa quotidiana.

Ore 10.09 – Borse, Madrid a picco: -11% – La Borsa di Madrid affonda. La piazza spagnola soffre l’effetto Brexit e l’indice Ibex 35 va giù dell’11% a 9.560,08 punti.

Ore 10.07 – Colloquio telefonico Hollande-Merkel – Il presidente francese, Francois Hollande, si è intrattenuto per “circa venti minuti” al telefono con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. A quanto si apprende, è stata una conversazione “molto intensa” in seguito alla decisione dei britannici di lasciare l’Unione europea. Hollande ha sentito anche il presidente del consiglio dell’Ue, Donald Tusk. Attualmente è impegnato in una riunione di crisi all’Eliseo al termine della quale dovrebbe rivolgersi ai francesi.

Ore 10.02 – Borse, Milano a -11% – In Piazza Affari stanno facendo faticosamente prezzo quasi tutti i titoli e l’indice Ftse Mib cede l’11%. Nelle ultime cinque sedute la Borsa di Milano ha guadagnato quasi il 10%, ma ora è un bagno di sangue senza precedenti: Mediolanum, Bper, Mps, Bpm e Banco popolare – congelate in asta di volatilità – segnano perdite teoriche superiori al 20%, con Intesa che agli scambi normali cede il 19% a 1,8 euro. Tra gli altri titoli Telecom perde il 14%, Mediaset, Generali a Fca segnano cali a due cifre.

Ore 9.55 – Bank of England: “Pronti 250 miliardi fondi extra” – Il governatore della Bank of England Mark Carney afferma che l’istituto non esiterà a prendere misure addizionali ed è pronto a fornire extra fondi per 250 miliardi di sterline. Lo riferisce Bloomberg.

Ore 9.45 – Renzi: “Cambiare l’Ue, ma è il nostro futuro” – “Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa, è il nostro futuro”. Così Matteo Renzi su Twitter.

Ore 9.45 – Ue, sabato a Berlino riunione degli Stati fondatori – Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier invita i suoi omologhi degli stati fondatori dell’Ue per consultazioni a Berlino sabato mattina. Lo si legge in un tweet del ministero degli esteri tedesco.

Ore – 9.40 – Martedì riunione straordinaria dell’Europarlamento – Il Parlamento Europeo si riunirà per una sessione straordinaria sulla Brexit martedì prossimo. Questa, a quanto si è appreso, la decisione maturata dalla conferenza dei presidenti dei gruppi politici ancora in corso. Il Pe chiederà a Londra di formalizzare la richiesta di uscita dall’Ue e l’applicazione dell’articolo 50.

Ore 9.26 – Cameron lascia: “Nuovo premier guiderà l’uscita” – David Cameron lascia. Il premier ha comunicato la propria decisione in una conferenza stampa a Downing Street poco prima delle 9.30: “Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre” che dovrà guidare i negoziati con l’Ue”.

Ore 9.18 – Borse, Madrid apre a -7% – La borsa di Madrid perde in avvio oltre il 7%. In tensione in modo particolare i titoli di Telefonica.

Ore 9.17 – Borse, Francoforte apre a -9,9% – Alla Borsa di Francoforte l’indice Dax apre in calo del 9,94% a 9.237 punti.

Ore – 9.15 – Borse, Parigi apre a -7.87% – La Borsa di Parigi apre in calo del 7,87% a quota 4.114 punti.

Ore 9.14 – Borse, Londra giù dell’8% – La Borsa di Londra crolla. L’indice Ftse 100 a poche battute dall’avvio cede l’8%.

Ore 9.09 – Corbyn (Labour): “Non mi dimetto” – Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, sostenitore del Remain, ha affermato che non si dimetterà a causa dei risultati del referendum. “Non mi dimetto”, ha affermato come riferisce Sky News via Twitter.

Ore 9.02 – Borsa di Milano non fa prezzo, sospeso il listino – Praticamente tutti i titoli principali di Piazza Affari non riescono a fare prezzo in avvio e sono stati posti in asta di volatilità: l’indice Ftse Mib (-0,1%) di fatto non può essere indicativo.

Ore 8.52 – Tusk: “Momento politicamente drammatico” – “Non nascondo che volevamo un risultato diverso – il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk – sono pienamente cosciente di quanto grave e anche drammatico sia questo momento politicamente. Non c’è modo di prevedere tutte le conseguenze politiche”.

Ore 8.50 – Gentiloni al Consiglio Ue di Lussemburgo –  Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sarà oggi pomeriggio a Lussemburgo per partecipare alla riunione dei ministri Ue inizialmente prevista a livello di affari europei.

Ore 8.45 – Riunione a Palazzo Chigi tra Renzi, Visco e Padoan – Si è tenuta questa mattina presso la Sala Situazioni della Presidenza del Consiglio una riunione sugli esiti del referendum inglese, convocata da Matteo Renzi. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi. Alla riunione hanno partecipato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti e il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Ore 8.44 – Spread tocca quota 190 punti, poi scende a 170 – Brusche oscillazioni degli spread. Il differenziale tra Btp e Bund è schizzato fino a 191 punti base per poi ripiegare sotto quota 170 a 165 punti. Il divario tra i decennali di Spagna e Germania ha sfiorato i 200 punti base e ora si è ridotto a 173 punti.

Ore 8.37 – Farage: “L’Ue sta morendo, altro Paesi ci seguiranno. Anche l’Italia” – “L’Unione europea sta fallendo e altri Paesi seguiranno il nostro esempio come Danimarca, Svezia, Austria e anche l’Italia”, ha dichiarato Nigel Farage, leader del partito euroscettico Ukip.

Ore 8.35 – Farage: “Ora serve governo Brexit” – “Ora c’è bisogno di un governo Brexit, che faccia il suo lavoro, che inizi subito il processo di rinegoziazione”, ha detto il leader dell’Ukip, Nigel Farage.

Ore 8.32 – Schaeuble: “Ora l’Europa deve restare unita” – “L’Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.  “Rispettiamo il risultato – ha aggiunto Schaeuble – anche se mi ero augurato un altro esito”. Il ministro ha poi detto di essere costantemente in contatto con i colleghi del G7 e che il procedimento per l’uscita dall’Ue è regolato in maniera chiara e verrà utilizzato: “Questo crea affidabilità”, ha concluso.

Ore 8.21 – Borse europee, crollano i futures in avvio –  Pesanti cali per i futures sull’avvio delle Borse europee: secondo il circuito Bloomberg i contratti sulla partenza di Parigi sono ribasso fino all’11%, quelli su Francoforte cedono il 10% mentre Londra segna un calo previsto che ondeggia attorno all’8%. La maggioranza degli operatori – in un clima eccezionalmente volatile – vede per Milano un avvio in perdita attorno al 9%, con punte anche a due cifre.

Ore 8.16 – Bank of England: “Pronti piani d’emergenza” – La Bank of England afferma di aver assunto “estensivi piani di emergenza” e afferma di lavorare a stretto contatto con il ministero del Tesoro, le altre autorità del Regno Unito e le banche centrali estere. “La Bank of England sta monitorando attentamente gli sviluppi – afferma l’istituto centrale britannico in una nota -. Ha intrapreso estensivi piani di emergenza e sta lavorando strettamente con il Tesoro di Sua Maestà, le altre autorità domestiche e le banche centrali estere. La Bank of England intraprenderà tutte le azioni necessarie per assumersi appieno le proprie responsabilità sulla stabilità monetaria e finanziaria”.

Ore 8.15 – Vola lo spread: toccata quota 185 punti base – Tempesta sugli spread dopo la Brexit. Il differenziale tra Btp e Bund si è ampliato a 185 punti base in pochi minuti dai 130 della chiusura di ieri, con il tasso del 10 anni italiano in rialzo all’1,7%. Il tasso del Bund è piombato fino al minimo record di -0,17% per poi risalire a -0,15%. Il divario Bonos/Bund balza a 190 punti base.

Ore 8.09 – Bbc: “Brexit vince con il 51,9%” – Quando non ci sono più circoscrizioni da scrutinare, il Leave ha ottenuto il 51,9% dei voti e il Remain il 48,1%, riferisce il sito della Bbc. Per la Brexit hanno votato 17.410.742 elettori mentre per restare nell’Ue i voti sono stati 16.141.241. L’affluenza al referendum viene fissata al 72,2%.