O si vince tutti o si perde tutti: è l’essenza dei giochi cooperativi. E in questa stagione, ricchissima di nuove proposte, ne sono stati pubblicati alcuni di veramente deliziosi.

tapumCominciamo da Ta-Pum! di Fabien Riffaud e Juan Rodriguez, edito in Italia da Oliphante, un’azienda piccola ma piena di passione e cultura, animata da quel Gianfranco Fioretta, vera istituzione del gioco in Italia, che non resisto a non citare come la “vecchia zia” sempre disposta a dare una mano a tutti noi che ci occupiamo di giochi.

 

Ta-Pum! è un gioco sulla Grande Carneficina (nota ad alcuni anche come Grande Guerra) e il sottotitolo ‘Può l’amicizia essere più forte della guerra?’ subito ne chiarisce gli intenti. Ma Ta-Pum! è anche meravigliosamente illustrato da Tignous, assassinato durante l’attentato a Charlie Hebdo.

 

TignousDice Fioretta: “Le due storie sono a loro modo emblematiche di due epoche storiche dove gli eventi bussano oggi e hanno bussato cent’anni fa con una forza che lascia storditi. Bello è il sorriso negli occhi di Tignous e bella è la storia “normale” di sei amici che precettati per andare in guerra si giurano fedeltà e sostegno reciproco nelle traversie belliche.”

I giocatori sono dunque dei soldati che, di missione in missione, si trovano ad affrontare una serie di “tribolazioni” che non avrebbero mai immagino e insieme devono cercare di venirne fuori. È sorprendente come nella partita si riesca a percepire la necessità e la voglia di aiutarsi, perché tutti sono accomunati da un unico destino. Una volta interpretate le regole (se non avete una vista da 11/10 procuratevi una lente di ingrandimento) la meccanica è semplice e fluida e, realmente, induce proprio alla cooperazione.

 

unnamedDi tutt’altro genere, ma ugualmente cooperativo e delizioso, Leo va dal barbiere dell’amico e collega Leo Colovini, edito in Italia da daVinci, che ha ricevuto la “nomination” per il Kinder Spiel des Jahres, il gioco dell’anno per bambini tedesco, una sorta di Oscar del gioco in scatola, della cui importanza avremo modo di parlare. Anche in questo caso eccellente lavoro dell’illustratore, nella fattispecie Michael Menzel.

Il leone Leo deve andare di corsa dal barbiere Bobo perché la criniera gli sta crescendo davvero troppo! Ma durante il percorso nella giungla, a Leo piace fermarsi a chiacchierare con gli amici animali che incontra… e Bobo chiude inflessibilmente alle 8. Ma niente paura se arriva in ritardo e trova chiuso, Leo ci può riprovare il giorno dopo… solo la criniera sarà ancora più folta. Nel frattempo i giocatori avranno qualche informazione in più sulla posizione degli animali più chiacchieroni, sicché, di giorno in giorno, sarà sempre più facile cercare di fargli raggiungere Bobo. C’è comunque un limite: se Leo non arriva da Bobo entro il quinto giorno, tutti avranno perso!

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Leo viene considerato un gioco per bambini dai 6 anni in su, ma a mio parere si presta perfettamente come gioco per famiglia (intendo, qualsiasi tipo di famiglia!), un gioco “intergenerazionale” che permette a persone di tutte le età di interagire e divertirsi insieme.