Elvis Presley, Richard Nixon, Miles Davis, Pablo Neruda, Enrico Rava, Anna Piaggi. Questi sono solo alcuni dei grandi protagonisti del passato e del presente internazionale raccontati su grande schermo – da venerdì 10 a lunedì 20 giugno 2016 a Bologna – tra le cinque sale che ospitano la dodicesima edizione del Biografilm Festival (repliche al Quattro Fontane di Roma dal 23 al 29 giugno).

Biopic a go-go, biografie come se piovesse, ma anche una valanga da 21 anteprime mondiali e 71 italiane, la kermesse ideata da Andrea Romeo rilancia un programma che sconfina perfino dalle parti della Corea del Nord, il “paese non ospite”. Visto che solitamente una manifestazione culturale fa gli onori di casa a una città, a una regione, o a una nazione, ecco che per evitare polemiche politiche, ma per non scansare l’analisi di una tema ‘caldo’ sbucano tre titoli da una sezione minore di un festival enorme, in cui si entra clandestinamente nella società segretissima blindata dal dittatore Kim Jong-un. Ecco allora The Lovers and the despot (2016) – storia del precedente despota Kim Jong-il che nel 1978 da folle cinefilo rapì a Hong Kong l’attrice Choi Eun-hee e il suo ex marito, il regista Shin Sang-ok, due star del cinema sudcoreano, per costringerli a realizzare un film di propaganda; o l’inquietante doc Under the sun, del regista russo Vitaliy Manskiy, obbligato a riprendere i riti sociali di una bimba a scuola ma anche dettagli impressionanti sfuggiti alla censura del regime.

Si è invece inventata parecchia chiacchiera finto-storica la regista Liza Johnson nel comporre Elvis&Nixon, anteprima italiana di uno dei più bizzarri biopic che vedremo nella prossima stagione in Italia. L’incontro tra il re del rock and roll e il presidente Usa che avvenne realmente il 21 dicembre 1970 rimase storicamente segreto fino al 1972 quando il Washington Post, all’epoca ancora pimpante quotidiano d’inchiesta, se ne uscì sia con la storia del meeting che con quella che oggi risulta essere, dopo quella della bandierina piantata sulla luna e dello sbarco in Normandia, la foto più richiesta nell’Archivio Nazionale di Washington: la stretta di mano tra Elvis e Richard. Nixon ancora non aveva installato registratori e microspie in ufficio così le parole che i due si dissero diventano materia plasmabile per sceneggiatori. Alcuni biografi, e con loro il film della Johnson, confermano che Elvis volle incontrare a tutti i costi il presidente repubblicano per avere un distintivo del Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs, in modo da poter muoversi indisturbato in ogni dove portando con sé quintali di stupefacenti e le infinite e celebri pistole nascoste forse anche nelle mutande. Elvis è Michael Shannon, Nixon è, ca va sans dire, il “presidente” Kevin Spacey.

Anche nel Neruda di Pablo Larrain c’è parecchia fantasia oltre la storia reale, scampolo di vita nella biografia del poeta comunista cileno. Cinema di genere per la persecuzione istituzionale del premio Nobel per la letteratura 1971: anche Neruda ebbe il suo Videla (Gabriel Gonzalez, presidente del Cile dal ’46 al ’52 che con i comunisti tagliò ogni rapporto) a perseguitarlo, prima di morire sotto l’egida di Pinochet. Alfredo Castro, attore feticcio di Larrain, rifà Videla e Gael Garcia Bernal (presidente di giuria del Biografilm, in Italia a Bologna proprio per presentare l’opera) è l’agente che inseguì per mari e per terra Pablo Neruda.

Altro squillo di tromba per i biopic su Enrico Rava – Note necessarie diretto da Monica Affattato (davvero bello il suo doc precedente su Demetrio Stratos); e Miles Ahead sulla rinascita del trombettista nero (qui interpretato da Don Cheadle anche regista del film) seguita dal giornalista Dave Brill/Ewan McGregor. Il tradizionale documentario su Anna Piaggi – Una visionaria della moda, diretto da Alina Marazzi, racconta invece la stilista che ha ‘inventato’ il vintage e il ruolo editoriale del “direttore creativo”. Tra le decine di titoli segnaliamo anche il felice ritorno di Silvio Soldini con Il fiume ha sempre ragione; la prima italiana del nuovo Werner Herzog, Lo and Behold, reveries of the connected world, dove il regista tedesco si insinua a documentare la realtà onnipotente del web e della robotica; e infine Unlocking the cage, diretto dagli storici documentaristi Chris Hegedus e D.A. Pennebaker, su Steven Wise: l’avvocato degli animali che in Usa ha combattuto affinché scimmie, foche, elefanti, cetacei e tutti gli altri animali venissero legalmente “individui” con i diritti e le libertà del caso. Tutto il programma è qui: www.biografilm.it.