Mio fratello non ha bisogno di presentazioni: è mio fratello. Schwarz non ha bisogno di presentazioni: è Schwarz. E Costantini non ha bisogno di presentazioni : è Costantini. Forse avrete capito che oggi non mi sento un presentatore, mi sento prima di tutto un fratello orgoglioso. Ho insegnato a leggere a mio fratello a suon di coppini, il nostro testo era Topolino; per ogni fumetto di Topolino letto male c’era un coppino in arrivo. Poi mio fratello è cresciuto, troppo, è diventato grande e grosso e ha iniziato a rendermi tutti i coppini ricevuti. Abbiamo superato un periodo difficile, ma ora fila tutto liscio come l’olio. Ci rispettiamo e ci amiamo. Sentire un grande uomo di cultura come Schwarz parlare in toni entusiastici del libro di mio fratello su Flavio Costantini, mi ha riempito di orgoglio, e se nostro padre Aldo fosse vivo non direbbe più “siete le due seghe che ho più rimpianto nella mia vita”.

Papà ci amava, ma amava anche sferzarci con queste battute. Papà era ingegnere, vendeva turbine a vapore; se avessimo seguito la sua carriera ora saremmo due borghesi benestanti, invece siamo due persone felici. Roberto si occupa di scrittura e io di girare cortometraggi, e amiamo quello che facciamo, anche se il conto in banca grida vendetta. Anche Schwarz è una persona felice, sente d’aver vissuto la vita che desiderava, ed è quello che ognuno di noi dovrebbe fare, costi quello che costi. Nelle parole di Schwarz c’è una saggezza semplice, cristallina, soffice come i suoi capelli bianchi, una saggezza che è un invito alla libertà, una saggezza che non mette in soggezione perché è un distillato di vita felice e libera.

Riprendere la presentazione di un libro non è una cosa così facile, quello che cerco sempre di fare è di cogliere l’essenza, l’anima dell’evento, accarezzando il mistero del volto umano che per me resta il paesaggio più bello della natura. Il compito che sento di avere è quello di indagare lo sguardo degli esseri umani attraverso il mio sguardo, questo è quello che mi interessa. Il lavoro di mio fratello è un altro, lui è uno scrittore, è un lavoro più meticoloso, più lento, più completo. Ci completiamo, siamo i fratelli Farina, e non è male. Costantini prima di morire ci disse: “Non dimenticatemi”. Mai, non lo faremo mai. Concludo con un pensiero di ringraziamento alla casa editrice Milieu che sta pubblicando e ripubblicando tutti i libri di Roberto.