A chi appartiene questo pensiero? Uno degli elementi più pericolosi per la libertà di pensiero di una persona è l’appartenenza. Uno pensa di appartenere, di far parte di una famiglia, gruppo, rete sociale, e qui mi fermo. Perché potrei dire anche tifoseria, lobby, organizzazione mafiosa, ma tifosi, lobbysti e organizzazioni mafiose sanno bene cos’è l’appartenenza. “Tu a ccu apparteni?”, “A ccu apparteni chissu?”. Perdonatemi il siciliano, ma nella mia lingua emergono tutte le sfumature del senso, tutto l’alone semantico, per dirlo tecnicamente, che nell’italiano si perdono. Quindi non “Come ti chiami? Che lavoro fai? O dove abiti?”. No, ma “A chi appartieni?” Nell’appartenenza c’è più di un cognome di famiglia, spesso si appartiene ad un soprannome, che si estende e va oltre un’unica discendenza familiare.

Gli ingenuotti, i sognatori dei caminetti accesi, delle famigliole riunite, dei dopolavoro, della solidarietà sociale, talvolta anche esperti, pensano che l’appartenenza sia quella bella sensazione di avere un accogliente e soccorrevole gruppo, pronto ad esserci quando ne abbiamo bisogno. Come no! Quando uno entra a far parte di un gruppo sociale, è il gruppo con i suoi scopi e le sue intenzioni esplicite (non preoccupatevi dell’inconscio in questo caso) che lo posseggono. Sì, lo posseggono. E a quel gruppo, scopo e intenzioni deve dare conto, se vuole continuare ad accedere ai vantaggi che l’appartenere a quel gruppo dà.

Non c’è onestà intellettuale che tenga o di cui ci si possa fidare, anche lì dove l’onesta intellettuale sembra esserci o sembra esserci stata. Anzi, in questi casi si evidenzia con tutta la sua forza cos’è l’appartenenza. Qualcosa che piega la ragione, che distorce i pensieri, che cancella i fatti, i ricordi e che non ci si può permettere di trascurare, non solo quando si pensa ma, soprattutto, quando si parla, quando si sostiene una causa. È quella cosa che ti fa dire che era rigore anche quando non lo era, che la tua squadra è la migliore sempre e che è giusto votare Sì al referendum costituzionale di ottobre, dopo che hai fatto commuovere un’intera nazione parlando della Carta Costituzionale e hai trasformato la tua immagine di attore comico in vestale della Costituzione italiana. “Roberto Benigni, a ccu apparteni?”.

Giusy Cinquemani

@GiuCinque