Una settimana quasi perfetta per la Federazione, che registra l’ennesimo primato di incassi. Ma anche per il tennis mondiale, che ha trovato in Andy Murray un nuovo rivale per l’imbattibile Djokovic. Mentre tra le donne si conferma il dominio incontrastato di Serena Williams, e dietro il nulla. È questo il bilancio degli Internazionali di Roma 2016, sempre più positivo dal punto di vista economico: quest’anno è stata sfondata la quota dei 200mila spettatori e sfiorata quella dei 12 milioni di euro di utile. Numeri da record, che permettono al Foro Italico di sognare in grande per il futuro: la copertura del Centrale, l’ampliamento del Grand Stand, magari il prolungamento della durata a 10 giorni, per inseguire Indian Wells e diventare per davvero il “quinto Slam”. Gli unici delusi sono proprio gli italiani, che ancora una volta hanno toppato il torneo di casa, disputando la peggior edizione di tutti i tempi.

VERSO PARIGI: ANDY CONTRO NOLE – Dal punto di vista sportivo, il lascito degli Internazionali 2016 è enorme: per la prima volta Andy Murray ha battuto Novak Djokovic sulla terra. Per lo scozzese, che negli ultimi tre anni ci aveva perso sempre tranne che in due occasioni, può essere il momento della svolta. Della definitiva consacrazione, per lui che ormai può essere considerato il n. 2 del mondo, ma che non vince uno Slam da Wimbledon 2013. Adesso la sfida si riproporrà a Parigi: il Roland Garros è l’unico torneo che manca nella bacheca di Djokovic, è soprattutto l’ultimo ostacolo sulla strada del Grande Slam, che non viene completato dal 1969 (l’ultimo a riuscirci è stato Rod Laver). Con Federer acciaccato e Nadal ancora sulla via del recupero, in Francia Murray sarà il suo vero antagonista. Molto meno appassionante, invece, la situazione fra le donne: qui Serena Williams ha ribadito che, quando gioca e sta bene, non ha rivali. Tutte le altre sono altalenanti, manca una figura di spicco in grado di contrastarla e catalizzare l’attenzione del pubblico.

DISASTRO L’ITALIA, SPERANZA SONEGO – La sorpresa degli Internazionali 2016, infatti, è stata senza dubbio Madison Keys, 21enne statunitense in grande ascesa (l’anno scorso ha fatto semifinale agli Australian Open e quarti a Wimbledon), che ha sorpreso le altre favorite, arrivando all’ultimo atto contro la Williams. Un po’ come la Chirico a Madrid, o la Siegemund a Stoccarda: in un panorama così incerto le rivelazioni sono all’ordine del giorno. Le delusioni, invece, sono sempre azzurre: Fognini ancora una volta è uscito al primo turno tra i fischi del Centrale, tra le donne sia la Errani che la Vinci hanno rimediato una pessima figura. Per la prima volta nell’era Open nessun italiano è riuscito ad arrivare al terzo turno del torneo di casa: è stata la peggior edizione di tutti i tempi. Unica nota positiva Lorenzo Sonego, il ragazzino torinese che pur perdendo all’esordio contro Sousa ha fatto innamorare il Foro Italico. Ora per lui, che è ancora numero 300 al mondo, viene il difficile: confermarsi e ripresentarsi ai nastri di partenza l’anno prossimo. L’Italia del tennis lo aspetta perché ha bisogno disperato di nuovi talenti.

INCASSI DA RECORD – Nonostante il disastro dei suoi alfieri, la Federtennis può comunque sorridere. Anzi, fregarsi le mani: gli Internazionali sono ormai una macchina da soldi. L’edizione 2016 ha battuto tutti i record: 205mila spettatori contro i 192mila del 2015, quasi 12 milioni di euro incassati dalla biglietteria, con un +118% negli ultimi 5 anni. Certo, i prezzi dei biglietti continuano a salire: come fa notare il portale Ubitennis, dal 2005 hanno fatto registrare una maggiorazione del 100%, e sono di gran lunga i più cari del circuito tra i Masters 1000, molto più alti di Madrid ma anche della ricercata Montecarlo. Gli spettatori, però, continuano a pagare e moltiplicarsi, a dimostrazione di un successo esponenziale. Per questo il presidente Angelo Binaghi vorrebbe crescere ancora: con il Coni progetta l’ampliamento del Gran Stand (invero quest’anno la struttura meno appetita e riempita dai tifosi) e soprattutto la copertura del Campo Centrale, per metterlo al riparo dalla pioggia (una delle poche note stonate di questa settimana). Dall’Atp, invece, vorrebbe il Masters U21 a Milano (per riportare il grande tennis nel Nord), e l’allungamento a 10 giorni degli Internazionali. Così il Foro Italico diventerebbe davvero il “Quinto Slam”, e l’Italia sarebbe sempre più al centro del tennis mondiale. Anche senza grandi tennisti italiani.

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