Gianluca Grignani parla a ruota libera, senza filtri. Nel presentare Una strada in mezzo al cielo alla stampa, album ideato per festeggiare i venti anni di carriera e che vede l’artista lombardo riproporre da solo o in compagnia di illustri colleghi parte dei suoi due primi album. L’autore di La mia storia tra le dita ha parlato senza freni, raccontando e raccontandosi, in un continuo rincorrere un filo logico spesso visibile solo se concentrandosi particolarmente. Come spesso capita quando ci appresta a celebrare un accadimento, nello specifico un ventennale, Grignani tira un po’ le somme, e affronta la sua carriera già guardando al prossimo step.

Innanzitutto ha cambiato completamente il suo staff, perché, come ha dichiarato, “a differenza di Ligabue, che ha trovato in Maioli un amico competente e sincero, io ho trovato un amico stronzo”, in riferimento a chi lo ha accompagnato fin qui. Ora è lui, ci spiega, a capo di una filiera che lo vede accompagnato da professionisti cui è affidata ogni singola parte della sua carriera, dal management, Andrea Ottaviani, alla comunicazione, Daniele Mignardi e Vincenza Peta, passando per il booking e il live, Venti Dieci. E nel suo modo assolutamente genuino di raccontarsi, Gianluca non lesina parole d’amore per sua moglie Francesca, cui è dedicata la canzone che da il titolo al lavoro, Una strada in mezzo al cielo. Ci ha raccontato di come, nato il quarto figlio, abbia realizzato come il suo rapporto con la moglie sia cambiato, per ovvi motivi, come lui sia diventato altro per lei, di come però la famiglia sia diventata fondamentale, un faro nella notte.

“Io non ho avuto una bella famiglia di provenienza, ora che ho la mia non voglio più rimanere solo, come canto nel finale del nuovo singolo”. Ovviamente ha parlato anche del disco, che lo vede duettare con tanti amici, da Ligabue, che propone una versione di La fabbrica di plastica a dire il vero piuttosto bruttina, con molto meno tiro dell’originale, forse anche per i problemi di tonalità, a Carmen Consoli, che duetta con lui in L’allucinazione. Proprio parlando della Cantantessa ci racconta di come, da giovanissimi, tra i due ci sia stata qualcosa, un’infatuazione, questo prima che lui si sposasse e lei, citando tra virgolette, prendesse altre decisioni.

“Questa attrazione tra noi due – dice – si sente molto, perché io le piaccio ancora, c’è chimica”. Come c’è chimica in quasi tutti i duetti, fatti con amici come Max Pezzali, chiamato a interpretare un brano lontanissimo dalle sue corde come Primo treno per marte, o Briga, davvero incisivo in Rock star, passando per Federico Zampaglione, il vero amico tra i presenti o Luca Carboni, un cantautore più che un interprete che però ha dato a Falco a metà un colore davvero unico. Parole molto belle anche quelle spese per Elisa, che con lui canta Destinazione paradiso. “Lei è la migliore cantante italiana dopo Mina, ed è molto tecnica. Non fredda, attenzione, ma tecnica, sa sempre quello che sta per cantare”. A noi, la loro versione pare piuttosto scollegata, e Gianluca porta a casa il risultato assai più della sua collega, come invece non accade nei duetti con Annalisa, frutto di una proposta del suo manager, ci dice.

Nel suo parlare e parlare, Gianluca dice anche verità scomode, come il fatto che oggi gli artisti sono ben più forti delle case discografiche, motivo per cui, “se non si comporteranno bene”, magari deciderà di non dare il prossimo album alla Sony, nonostante un contratto in essere per altri due album. E dice pure che non tutti gli amici invitati hanno partecipato: Biagio ha promesso che lo avrebbe fatto ma poi non ha aderito, rimandando a una futura collaborazione e con Vasco non è neanche riuscito a parlare. Racconta di come abbia finalmente potuto partecipare al Concertone del Primo Maggio proprio per questo cambio di staff, perché il precedente, di destra, si è sempre opposto con sotterfugi. Aver cambiato collaboratori, si capisce bene, è stata una liberazione, lo ripete spesso, durante la conferenza stampa.

Anche quando racconta momenti difficili del passato recente, come quando, per le tensioni dovute a uno scambio di persone, è stato picchiato coi suoi musicisti da un gruppo di malavitosi, fatto che lo ha poi portato ad accasciarsi sul palco, come riportato da tutti i media. Questo ha fatto sì che anche con la sua agenzia di booking le cose si siano concluse. Oggi è con la Venti Dieci di Roma, e con loro, oltre a due date importanti, il primo dicembre all’Alcatraz di Milano e il 3 dicembre all’Atlantico di Roma, dove vorrebbe invitare gli ospiti dell’album, Gianluca sta già organizzando concerti in acustico a sorpresa, con un preavviso di pochi giorni sui social, cotti e mangiati. Insomma, nonostante la confusione con cui ci comunica tutte queste cose, mostrando le cicatrici di questi cambiamenti, Gianluca Grignani si mostra come un uomo magari non nuovo, ma che comunque ci prova. E visto il talento che ha sempre dimostrato, pur nella discontinuità, ci auguriamo tutti che ce la faccia davvero. Perché il suo essere un irregolare ci piace, anche quando dice o fa cose sbagliate.